PignattA n° 76. Conto corrente. Ma quanto ci costi? Bankitalia e ABI sostengono che l’ISC, indicato obbligatoriamente dalle banche, non vale.

La PignattA n° 76

Conto corrente. Ma quanto ci costi?

Il CICR obbliga le banche ad indicare l’Indice sintetico di costo (ISC),

ma Bankitalia e ABI sostengono che l’ISC indicato dalle banche non vale.

Di Mauro Novelli 30-6-2013

 

L’Indicatore sintetico di costo dei servizi bancari, è stato reso obbligatorio nel 2003 con una delibera del CICR (Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio) cui è seguito un Provvedimento attuativo della Banca d'Italia. Sono quindi le banche stesse a calcolare l’ISC dei conti correnti da loro offerti.

L'ISC è "calcolato conformemente alla disciplina sul tasso annuo effettivo globale (TAEG)". Quindi , per la sua definizione, andranno ricomprese tutte le spese, le commissioni ed i tassi applicati, per altro specificate dalla normativa del 1992 per il TAEG. La differenza tra i due indicatori deriva dal fatto che mentre il TAEG è espresso in tasso percentuale, l’ISC è espresso in euro.

E’ evidente che l’ISC varierà in funzione dell’uso che il correntista farà dei servizi annessi al conto corrente. Le banche individuano “profili a bassa operatività” nel definire l’ISC di un particolare conto. I dati riportati quindi dalle schede di PattiChiari forniscono questa qualifica al valore. E’ chiaro che se del conto si facesse un uso ad alta operatività, l’ISC risulterebbe maggiore.

1)    L’ISC è quindi informazione pretesa dal CICR e non graziosamente concessa da ABI e Banca d’Italia.

2)    Le discrepanze tra i valori indicati dalle banche (non da noi) e le rilevazioni sui costi dei conti correnti effettuata da Bankitalia discendono dai metodi di rilevazione: mentre l’ISC è il risultato determinato dalle condizioni definite dalle banche per ogni tipo di conto, applicate ad una ipotesi di (bassa) operatività del cliente, i dati di costo forniti da Bankitalia risultano dalle spese effettivamente affrontate dalla clientela, cioè dalla sommatoria, poi mediata, degli addebiti rilevati dagli estratti conto.

Ma con questo secondo metodo di rilevazione “sul campo”, Bankitalia rileverà anche le spese affrontate per conti stipulati a particolari condizioni di vantaggio applicate dalle banche a categorie (con grande numero di rappresentati) attraverso convenzioni stipulate con esse: dipendenti della P.A.(militari, insegnanti, ministeriali, regionali, provinciali, comunali, di ASL, di municipalizzate, ecc.); dipendenti di grandi aziende; iscritti in albi professionali (avvocati, medici, ingegneri commercialisti, geometri, ragionieri ecc.); iscritti a particolari organizzazioni sociali (Federcasalinghe ecc,).

Ne derivano risultati diversificati anche in funzione della localizzazione del campione considerato da Bankitalia.

Stresso il concetto: se si prendessero in considerazione i conti radicati presso lo sportello bancario interno alla Camera dei deputati, certamente Bankitalia rileverebbe livelli di costo bassissimi. O ancora, se la rilevazione di Bankitalia venisse effettuata esclusivamente su conti radicati presso sportelli di Roma (dove alcune centinaia di migliaia di famiglie vivono di Pubblica Amministrazione), certamente i risultati non potrebbero essere statisticamente indicativi per i costi della generalità dei conti correnti.

In ultima analisi, Bankitalia e ABI informano gli utenti bancari che i valori indicati dalle stesse banche non sono da prendere in considerazione, delegittimando in tal modo anche questa iniziativa mirante a permettere comparazioni tra i servizi offerti da varie banche.In altri termini, mentre noi ricaviamo i costi dai "listini" esposti dalle stesse banche per un profilo d' uso a bassa intensità, Bankitalia rileva i costi eventualmente scontati.

Ricordiamo che le stesse critiche furono rivolte, qualche anno fa, da Bankitalia e banche italiane alle rilevazioni effettuate sui costi dei conti da Michel Barnier (commissario UE): per la UE i costi di un conto corrente italiano erano di 295 euro, per Bankitalia, che rilevava con la metodologia appena indicata, non superavano i 120 euro.

Proprio per eliminare la possibilità di confutare risultati giocando equivocamente su una diversa metodologia di rilevazione, tra qualche tempo Michel Barnier imporrà un meccanismo di indagine dei costi dei servizi bancari omogeneo per i 28 paesi europei. Da oggi la Croazia è entrata infatti nella UE.

Restiamo in attesa dei risultati della nuova indagine.

30/06/2013

Documento n.9447

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