SOCIAL CARD: IL PRINCIPE DI VALACCHIA,ALIAS GIULIO TREMONTI,IMBASTISCE VERGOGNOSA SPECULAZIONE SULLA PELLE DEGLI INDIGENTI.

in Comunicati stampa

COMUNICATO STAMPA DURE PROTESTE CONTRO UN GOVERNO ILLUSIONISTA CHE AVEVA PROMESSO SOCIAL CARD AD 1,3 MILIONI DI FAMIGLIE,ATTIVANDONE MENO DI UN TERZO.. GOVERNO E MINISTRO DELL’ECONOMIA CHIEDANO SCUSA A POVERI UMILIATI E MORTIFICATI CON “SOCIAL CARD” FASULLE,SCARICHE, PRIVE DI COPERTURA Le dure proteste contro un Governo illusionista,che invece di erogare 40 euro mensili sulla pensione ad 1,3 milioni di famiglie più indigenti con decorrenza 1 ottobre 2008,come aveva promesso nelle conferenze stampa e negli spot, ha emesso meno di un terzo di social card, circa 330.000 molte delle quali non attivate perché prive di fondi, sono state documentate da Mi Manda Raitre, che ha intervistato numerosi cittadini e famigliari che nonostante i requisiti di accesso al diritto, non hanno potuto usufruire degli aiuti economici promessi. La trasmissione condotta da Andrea Vianello ha mostrato tantissimi cittadini bisognosi con una pensione e redditi inferiori a 450 euro al mese,ai quali erano state consegnate le “social card” che dopo aver fatto la spesa di 36-37 euro nei supermercati, hanno subito l’umiliazione di andare a casa a mani vuote, sotto le feste di Natale, perché gli enti erogatori, INPS,Ministero del Lavoro e dell’Economia, non si erano peritati di accreditare le social card dei famosi 40 euro mensili con decorrenza 1 ottobre,quindi di 120 euro da spendere nelle feste, come pomposamente propagandato dal ministro dell’Economia Tremonti nelle promesse ingannevoli. Adusbef e Federconsumatori, riservandosi di trascinare in giudizio il ministro dell’Economia per un reiterato inganno a danno dei più bisognosi e degli indigenti,che potevano avere sulla pensione i 40 euro mensili, senza essere sottoposti alla mortificazione di andare a fare la spesa,con la doppia umiliazione di lasciare la merce sui banconi, stigmatizzano un comportamento vergognoso che dovrebbe essere pubblicamente deplorato da mezzi di informazione e da una stampa,salvo rarissime eccezioni, distratta e disattenta rispetto ai diritti dei cittadini.. In un Paese normale dove il “contropotere dell’informazione” non è asservito ai governanti di turno ed agli interessi dei grandi gruppi economici e finanziari,quando un ministro dell’economia, promette in pompa magna “social card” e carità pelose ad 1,3 milioni di indigenti, per arrivare a soddisfarne meno di 330.000, con tessere neppure valide perché prive della necessaria provvista, viene costretto dalla “libera stampa” a chiedere pubbliche scuse, se non a rassegnare le dimissioni.

11/01/2009

Documento n.7702

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