LA DIFFICILE EREDITA’ DEL GOVERNO BERLUSCONI, FAMIGLIE PIU’ POVERE E MAGGIORMENTE INDEBITATE,

REDDITI: LA DIFFICILE EREDITA’ DEL GOVERNO BERLUSCONI, FAMIGLIE PIU’ POVERE E MAGGIORMENTE INDEBITATE, GIGANTESCO TRASFERIMENTO DI RICCHEZZA, STIMATA IN 60 MILIARDI DI EURO DA STIPENDI, SALARI E PENSIONI A FAVORE DI AUTONOMI E DI COLORO CHE DETERMINANO PREZZI E TARIFFE. SOLO TALE ODIOSA LA SPECULAZIONE, E’ COSTATA ALMENO 3.000 EURO ALLE FAMIGLIE CON REDDITI DA LAVORO DIPENDENTE ED AI PENSIONATI. L’indagine della Banca d’Italia sul potere di acquisto,oltre a smentire le favole dell’Istat sull’inflazione, conferma ciò che abbiamo sempre sostenuto: un impoverimento progressivo e costante delle famiglie a reddito fisso ed un massiccio trasferimento di ricchezza col pretesto dell’euro,che Adusbef stima in 60 miliardi di euro (5 per cento PIL),dalle tasche dei consumatori – lavoratori dipendenti e pensionati- a quelle di coloro che hanno la facoltà di determinare prezzi e tariffe. L’indagine dimostra che solo nel periodo 2002- 2004 (l’euro è entrato in vigore il 1 gennaio 2002), il reddito delle famiglie con lavoro dipendente è calato del 2,1 per cento reale, mentre è sensibilmente cresciuto il reddito degli autonomi dell’ 11,7 per cento: è salita nel suo complesso la ricchezza familiare – attestandosi a 29.483 euro l’anno- ma all’interno di tale dato, i redditi degli autonomi sono saliti superando di 15.000 euro (lo scarto era di 9700 euro nel 2002), le entrate dei lavoratori dipendenti. Mentre i lavoratori dipendenti avevano un reddito familiare netto nominale pari a 30.070 euro nel 2002, lo hanno accresciuto del 2,7 per cento nel 2004,portandolo a 30.876 euro, che depurato dall’inflazione ha subito una decurtazione pari a - 2,1 per cento; il reddito netto famigliare dei lavoratori autonomi, che nel 2002 era di 39.800 euro,è lievitato nel 2004 a 46.358 euro; con un incremento del 16,5 pe r cento nominale,dell’11,7 per cento al netto dell’inflazione. Queste cifre sul tenore di vita delle famiglie italiane nel 2004,più chiaro di qualsiasi altro slogan, evidenzia un accumulo di ricchezza per pochi,un impoverimento massiccio per la maggioranza delle famiglie italiane,costrette ad indebitarsi per sopravvivere, “aiutate” da un Governo ostile, che invece di effettuare severi controlli sulla speculazione sfacciata ed evidente con il pretesto dell’euro, ne ha sempre minimizzato gli effetti, adoperandosi per una corsa sfrenata al debito, sia allargando la cessione del quinto dello stipendio a quelle fasce di lavoratori che ne erano privi,che facendo ipotecare le case dei vecchi gettati alla mercè di faccendieri e vari imbroglioni. Ed il governo,invece di assumere provvedimenti sulle accise e sulla liberalizzazione delle professioni,su una moratoria dei costi altissimi e fuori controllo dei servizi bancari,finanziari, assicurativi,delle tariffe autostradali,elettriche e del gas, continua a persistere nei suoi clamorosi errori di politica economica,difendendo gli aumenti, piuttosto che restituire ai consumatori parte di quel potere di acquisto falcidiato dalla più sfrenata delle speculazioni,arrivando perfino ad addossare all’euro colpe evidenti della sua totale incapacità economica e sociale. Il Presidente Elio Lannutti Roma,18.1.2006

18/01/2006

Documento n.5571

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