FISCO: EQUITALIA MINACCIA I CONTRIBUENTI

in Comunicati stampa

COMUNICATO STAMPAFISCO: EQUITALIA NON PUO’ CONTINUARE A MINACCIARE I CONTRIBUENTI, PRIMA CON L’INVIO DI CARTELLE PAZZE,POI CON INTERPRETAZIONI SINGOLARI SECONDO LE QUALI NON SAREBBERO ANNULLABILI LE CARTELLE SENZA RESPONSABILE.L’ORDINANZA DELLA CONSULTA,DOVREBBE INDURRE EQUITALIA AD ANNULLARE D’UFFICIO TUTTE LE CARTELLE PRIVE DEI REQUISITI IMPERATIVI DI LEGGE. Equitalia continua ad intimidire i contribuenti, prima avallando l’invio di milioni di cartelle pazze,in deroga allo Statuto dei Diritti del Contribuente che impone la certezza assoluta agli agenti della riscossione, di verificare la fondatezza formale e sostanziale del tributo da riscuotere, poi con interpretazioni assurde,illogiche,contraddittorie e destituite di alcun fondamento giuridico, dichiara che non sarebbero annullabili le cartelle che non contengano il nominativo del responsabile del procedimento,così come stabilito dall’ordinanza n.377/2007 della Corte Costituzionale. Altro che esiti non scontati per i ricorsi massicci di milioni di contribuenti vessati,tartassati e beffati, verso i quali è allo studio dei giuristi di Adusbef e Federconsumatori un’azione risarcitoria dei danni, anche se la class action esclude i risarcimenti di massa verso le pubbliche amministrazioni, ma non verso le imprese, ma ricorsi fondatissimi contro la protervia di Equitalia, dopo che la Corte Costituzionale ha rilevato l'irregolarità, con l'ordinanza 377/2007 del novembre 2007, per le cartelle esattoriali che non contengono l'indicazione del responsabile del procedimento. Se la stessa Equitalia è stata costretta ad emanare, per le cartelle esattoriali, una precisa direttiva alle sue partecipate, per lo più di origine bancaria, in cui rende obbligatoria l’indicazione del responsabile del procedimento, riconosce che non può continuare a vessare i contribuenti, presi anche per stanchezza quando si vedono recapitare ingiunzioni di pagamento a raffica,seriali e non dovute le quali,anche se illegittime, vengono per lo più onorate per la farraginosità e l’onerosità (perdita di tempo, file, lungaggini,ecc.) dell’impugnazione. Adusbef e Federconsumatori – che inseriranno sui loro siti un fac-simile di ricorso, sia per aiutare i cittadini che per sconfiggere l’arroganza di Equitalia- stigmatizzano comportamenti vessatori e privi di fondamento giuridico,laddove viene affermato che l’Ente a maggioranza pubblica incaricata della riscossione che dovrebbe ben conoscere e rispettare le leggi,se vuole che i cittadini, come è giusto e sacrosanto,paghino le tasse: “si appellerà alla norma di legge secondo la quale non è annullabile il provvedimento amministrativo adottato violando solo aspetti relativi al procedimento”. Adusbef e Federconsumatori,nel ricordare che la Corte Costituzionale,le cui ordinanze non sono proprio impugnabili,ma vanno rispettate da tutti gli attori operanti in uno Stato di diritto, ha dichiarato illegali,quindi non sanabili con alcun sotterfugio, le cartelle esattoriali che non portano il nome del responsabile del procedimento non solo per il futuro,ma anche per il passato, respingono quindi le intimidazioni di Equitalia,che tenta di screditare la chiara pronuncia della Consulta,a conferma della legittimità dell’art. 7 dello Statuto del Contribuente, che fa obbligo a chi emette la cartella esattoriale, di indicare il responsabile del procedimento,tentando maldestramente di dissuadere milioni di cittadini dall’esercizio dei loro sacrosanti diritti.

17/01/2008

Documento n.7091

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