Difficoltà aziendali che si riflettono sugli ignari consumatori, lavoratori e fornitori.

Si tratta della nota azienda "Magrì Arreda S.r.l.", che vanta punti vendita arredo sparsi su tutto il territorio nazionale, ultimo dei quali un megastore aperto di recente a Trezzano Sul Naviglio (MI).

Il marchio, che fino a poco tempo fa rappresentava un'alternativa accessibile a tutti gli acquirenti in virtù di un equilibrato rapporto qualità/prezzo, oggi si trova a fronteggiare una non meglio definita "situazione di difficoltà" che danneggia gravemente in primis i consumatori che hanno investito i propri risparmi per l'acquisto di mobilio.

Invero, ciò che ad oggi è dato sapere, è soltanto che coloro i quali si sono impegnati nell'acquisto di arredi per la propria casa si ritrovano a non avere più alcuna notizia circa la consegna dei prodotti, che, verosimilmente, per quanto per il momento dichiarato soltanto in via ufficiosa, non avverrà.

I consumatori, quindi, sono stati lasciati in balìa degli eventi e nell'impossibilità di avere chiarimenti da chi abbia titolo per fornirli, stante l'irreperibilità dei vertici dell'azienda. Ciò che si è verificato quantomeno nell'ultimo mese, difatti, è che gli acquirenti, che hanno versato cospicue caparre o addirittura il prezzo integrale della merce, recandosi presso i vari punti vendita per chiedere spiegazioni sui ritardi nella consegna, abbiano ricevuto notizie frammentarie e non certificate da parte dei dipendenti, rimasti - per loro stessa ammissione - a baluardo di una credibilità aziendale ormai difficile da mantenere.

Anche gli utenti che hanno cercato di ottenere risposta alle loro legittime rimostranze rivolgendosi direttamente alla sede legale non hanno ricevuto alcun riscontro.

Gli unici che hanno potuto tamponare le conseguenze negative del proprio investimento sono stati gli acquirenti che, su consiglio dei dipendenti dell'azienda presenti in loco, hanno sostituito il proprio ordine con altra merce esposta nei punti vendita, perciò ormai svuotati, provvedendo, in alcuni casi, all'asporto immediato.

Tale discutibile alternativa, tuttavia, non rappresenta evidentemente una valida soluzione ad un problema i cui profili ad oggi appaiono piuttosto oscuri, pur riguardando migliaia di clienti in tutta Italia, e che comporta in ogni caso conseguenze negative in totale danno dei consumatori: dalla possibilità che tali iniziative possano essere considerate frutto di scelta arbitraria e non autorizzata da chi ne avrebbe titolo, alla mancata garanzia che verrà prestata per i prodotti in caso di fallimento dell'azienda, alla impossibilità di recuperare le somme versate a titolo di caparra.

In assenza di un comunicato ufficiale da parte dell'azienda - ad oggi irrintracciabile anche tramite sito internet - che chiarisca cause e conseguenze della predetta situazione di difficoltà , il rischio che si tratti di una vicenda non dissimile da quella che ha visto coinvolto l'altro storico colosso degli arredi, "Mercatone Uno", per il momento è solo paventato.

Non è ancora chiaro se l'azienda abbia contratto le obbligazioni già nella consapevolezza di non adempierle, quel che è certo, tuttavia, è che all'atto dell'acquisto sono state riscosse somme a titolo di caparra e ad oggi non è dato sapere che fine abbiano fatto.

Nel frattempo molti utenti sono costretti a fronteggiare le pretese di pagamento da parte delle finanziarie a mezzo delle quali hanno rateizzato il versamento del prezzo per l'acquisto, pur non avendo mai ricevuto la merce ordinata.

Si tratta dell'ennesima beffa per i consumatori che, in un periodo storico di ristrettezza economica come quello attuale, hanno investito il frutto dei propri sacrifici per realizzare progetti che ad oggi sono obbligati quantomeno a rallentare.

Adusbef, da sempre impegnata a tutelare strenuamente la difesa dei consumatori, invita tutti coloro che hanno subito danni in conseguenza della situazione descritta, a contattare gli sportelli presenti sull’intero territorio nazionale, per valutare le specifiche posizioni e suggerire le azioni più opportune.

06/07/2019

Documento n.14557

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