COMUNICATO STAMPA

CARO BANCA: ADUSBEF DENUNCIA LE BANCHE ALL’ANTITRUST, IPOTIZZANDO UNA POLITICA DI CARTELLO NEGLI AUMENTI CONCORDATI E GENERALIZZATI SU TASSI (IMPIEGHI) E CONDIZIONI APPLICATI ALLA CLIENTELA. LA DENUNCIA E’ CORREDATA DAGLI AUMENTI A SENSO UNICO (NESSUN RIALZO DEI TASSI SUI DEPOSITI) EFFETTUATI SULLE GAZZETTE UFFICIALI DAL 1 DICEMBRE 2005. ADUSBEF TORNA A CHIEDERE L’ABROGAZIONE DELL’ART.118 DEL T.U.B. Le pubblicazioni, non allarmistiche ma concrete, reali ed evidenti, in Gazzetta Ufficiale effettuate dalle banche su allegri rincari di costi e condizioni,in virtù del famigerato art. 118 del Testo Unico Bancario,finiscono all’Antitrust. Adusbef ha infatti inviato un esposto all’Antitrust, corredato dagli aumenti generalizzati su tassi e condizioni disinvoltamente adottati dalle banche,chiedendo se tali simultanee variazioni non possano concretizzare una politica di cartello,alla quale l’Abi si è sempre ispirata,adottando norme bancarie uniformi, comprese clausole vessatorie nei contratti,sempre a danno della clientela. Come ha affermato stamane il presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà nel corso di un collegamento a Repubblica Radio, dove ha partecipato il presidente dell’Adusbef Elio Lannutti, l’Autorità garante del mercato potrebbe fare una segnalazione nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui costi dei Conti correnti bancari, per approfondire in quale modo le variazioni contrattuali avvengono, se sono coordinate o se vengono decise in modo autonomo. Oltre all’abrogazione dell’articolo 118 del Testo Unico Bancario che consente alle banche di modificare unilateralmente le condizioni del contratto,va modificata anche la delibera Cicr che stabilisce che per le comunicazioni della variazione vale la Gazzetta Ufficiale. Ha ragione Catricalà: "Bisogna che il rapporto contrattuale con la banca, sia come tutti gli altri rapporti su un piano assolutamente paritario tra risparmiatore e banca. Mi sembra assurdo che ci sia una posizione di forza che consente alle banche di cambiare autonomamente le condizioni di contratto e comunicarle in maniera molto vaga e generica sulla Gazzetta Ufficiale". "Credo che faremo - ha aggiunto - una segnalazione nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui costi dei conti correnti cercando di approfondire in che modo queste variazioni avvengono, se avvengono in modo coordinato oppure se ciascuna banca decide effettivamente in modo autonomo". Alla domanda se c’é l’ipostesi di un cartello tra le banche Catricalà ha risposto "andremo a vedere perché stranamente avvengono tutte lo stesso giorno". La delibera CICR 4 marzo 2003,adottato e suggerito dalla Banca d’Italia (con la bizzarra motivazione di non far pesare i costi delle comunicazioni sulla clientela,che subisce ugualmente a posteriori), che consente alle banche di rapinare i correntisti,purchè pubblichi lo scippo con destrezza in Gazzetta Ufficiale,è un atto amministrativo (atto di normazione secondaria) che non può essere in conflitto con atto di normazione primaria,come il decreto legislativo n.206/2005, recante il Codice del Consumo. L’Abi, a corto di argomenti, per giustificare il saccheggio continuo e gli scippi con destrezza delle tasche degli italiani, oltre ad aver accusato Adusbef di allarmismo,ha sostenuto che i consumatori devono essere favorevoli all’art. 118 del TUB,perché in tal modo si risparmiano i costi delle comunicazioni,che tutti i correntisti sono obbligati a pagare ¾ mesi dopo aver subito le variazioni. Ma se un francobollo costa 0,45 euro,i consumatori, sono più favorevoli a pagare 1 euro (compresa busta e lettera) oppure a vedersi appioppare i famosi 100 euro di variazione unilaterale, senza passare per le forche caudine delle spese di chiusura del conto corrente,qualora volessero recedere dal contratto ? La SegreteriaRoma,27.3.2006

27/03/2006

Documento n.5855

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