ADUSBEF, con il presidente Avv. Antonio TANZA, rappresentata dagli avvocati Prof. Alberto Santa Maria, Edoardo Gambaro, Antonio Papi Rossi, Giuseppe Pizzonia e dallo stesso Antonio Tanza, hanno depositato, presso il TAR LAZIO, un ATTO DI INTERVENTO AD OPPONENDUM avverso il RICORSO dei pastai contro il Decreto dei Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico per l’introduzione in Italia dell’obbligo di indicazione della materia prima a partire dal febbraio 2018 sull’etichettatura della pasta.

Aggiornamento

Sempre più trasparenza, sull’origine dei prodotti che mangiamo: conto alla rovescia per l’obbligo in etichetta dell’ indicazione dell’origine del riso e del grano per la pasta.

L’etichetta di origine obbligatoria, infatti, scatta oggi per il riso e domani per la pasta: entrano infatti in vigore i due decreti interministeriali sull’indicazione dell’origine obbligatoria del riso e del grano in etichetta, firmati dal Ministero delle Politiche agricole e dello Sviluppo economico, trascorsi 180 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

L’Italia, che vanta un eccellente patrimonio agroalimentare, aderisce alle politiche alimentari comunitarie al fine di garantire trasparenza dell’informazione e scelte di acquisto libere e consapevoli per i consumatori.

Il decreto grano/pasta prevede, in particolare, che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:
a) Paese di coltivazione del grano: nome del Paese nel quale il grano viene coltivato;
b) Paese di molitura: nome del paese in cui il grano è stato macinato.

L’indicazione in etichetta dell’origine per il riso deve riportare le diciture “Paese di coltivazione del riso”, “Paese di lavorazione” e “Paese di confezionamento”. Qualora le fasi di coltivazione, lavorazione e confezionamento del riso avvengano nello stesso Paese, può essere recata in etichetta la dicitura “origine del riso”, seguita dal nome del Paese. In caso di riso coltivato o lavorato in più Paesi, possono essere utilizzate le diciture “UE”, “non UE”, ed “UE e non UE”.

ADUSBEF, con il presidente Avv. Antonio TANZA, rappresentata dagli avvocati Prof. Alberto Santa Maria, Edoardo Gambaro, Antonio Papi Rossi, Giuseppe Pizzonia e dallo stesso Antonio Tanza, hanno depositato, presso il TAR LAZIO, un ATTO DI INTERVENTO AD OPPONENDUM avverso il RICORSO dei pastai contro il Decreto dei Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico per l’introduzione in Italia dell’obbligo di indicazione della materia prima a partire dal febbraio 2018 sull’etichettatura della pasta. La scelta del Tar di respingere l’istanza di sospensione del decreto per l’etichettatura d’origine del grano utilizzato nella pasta accoglie le richieste di oltre l’80% dei consumatori italiani che chiedono maggiore trasparenza su quel che portano in tavola. Il decreto pasta prevede, com’è noto, che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture: a) Paese di coltivazione del grano: nome del Paese nel quale il grano viene coltivato; b) Paese di molitura: nome del paese in cui il grano è stato macinato. Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE. Se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l'Italia, si potrà usare la dicitura: «Italia e altri Paesi UE e/o non UE». La decisione del Tar del Lazio conferma il sacrosanto diritto dei consumatori alla massima trasparenza delle informazioni in etichetta. Le indicazioni sull'origine dovranno essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili. Detto provvedimento è opportuno che venga esteso a tutta l’Unione europea. Non si può impedire ai consumatori  di conoscere la verità: come quella di sapere se nella pasta è presente o meno grano canadese trattato con il cancerogeno glifosato, proibito sul grano italiano; ma non solo la provenienza da territori contaminati da sciagure ambientali radioattive. Adusbef e Coldiretti si sono fatte parte diligente per sostenere i diritti dei cittadini italiani contro le lobbie di chi vuole vendere nell’opacità informativa dei prodotti di largo consumo, come la pasta.

 

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18/02/2018

Documento n.10618

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