ADUSBEF - Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari E Finanziari

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»  Sen. Elio Lannutti: intervento al Senato in vista dell'approvazione della
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lannutti. Ne ha facoltà.
LANNUTTI (IdV). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente del Consiglio (che non c'è), noi avevamo dato fiducia a un Governo che aveva promesso equità e che aveva promesso di risanare i conti pubblici, di effettuare i tagli agli sperperi e agli sprechi e che addirittura avrebbe combattuto le cricche, quelle stesse che sono annidate e consolidate al suo interno. Il Governo non fa assolutamente nulla, non accogliendo alcuni emendamenti e ordini del giorno che avevamo presentato per cercare di correggere la manovra.
Noi avevamo presentato, signor Presidente del Consiglio (che non c'è), un emendamento specifico: ci sono pensionati ai quali vengono spostate le pensioni di sei o sette anni. L'avevo già evidenziato in Commissione: questo Governo di tecnici, di ottimati e di burocrati, di oligarchi e di banchieri c'è mai salito sulle impalcature di un cantiere? Si è mai recato in una fabbrica? Lo conosce il dramma di chi a cinquant'anni perde il proprio lavoro e addirittura si ritiene colpevole, a causa delle conseguenze dell'operato della cricca dei bangster e dei banchieri, che ha emesso denaro dal nulla?
Ieri, in Commissione finanze, è stato audito il professor Uckmar per un'indagine conoscitiva; in quell'occasione egli ha definito i banchieri gangster. È stato il professor Uckmar, non Lannutti, non gli estremisti, senatore Morando. (Applausi dai Gruppi IdV e LNP). Sono lieto di essere estremista se difendo e tutelo i diritti dei consumatori e dei risparmiatori, truffati dalle banche.
Signor Presidente del Consiglio (che non c'è), oggi, non il mio giornale, ma uno di quei giornali afflitti da quello che Sylos Labini chiamava servilismo mediatico e da cupidigia per il servilismo, a pagina 30, nella sezione «Imprese e mercati», in un articolo di Giovanni Pons, intitolato "BPM, clienti in rivolta per il bond trappola", scrive: «Sono una pensionata di Tavernerio in provincia di Como. Alla fine del 2009 sono andata presso lo sportello BPM dove ho il conto per investire 120.000 euro e mi avevano proprio consigliato queste obbligazioni (convertendo) della banca stessa. Non ricordo se la banca mi avesse fatto firmare dei moduli (...). Mi sono fidata e ora leggo che il 70 per cento dei miei sudati risparmi vanno in fumo».
Ce ne sono tantissimi altri di questi episodi e noi siamo lieti di essere estremisti se difendiamo quei diritti, quelli dei lavoratori, dei risparmiatori che si sono sudati i soldi, hanno fatto sacrifici, hanno investito la propria misera liquidazione in bond truffa, con gli organi di vigilanza contigui alle banche, collusi con gli interessi dei banchieri. E noi dovremmo dare fiducia a questo Governo, su una manovra che va a incidere sempre sulla povera gente, sempre sui pensionati? Dicono che c'è sempre tempo, che questa è la prima fase.
La manovra è da 20 25 miliardi di euro. Se volevate recuperare 21 miliardi di euro avevate una strada certa, s...

»  DESTINIAMO IL 5 PER MILLE ALL’ ADUSBEF
Codice fiscale: 03638881007

Care amiche, cari amici, cari iscritti, soci e simpatizzanti,

quest’anno ADUSBEF, associazione a difesa dei consumatori e degli utenti, particolarmente specializzata nel settore bancario, finanziario, assicurativo, compie 24 anni. Da quando nacque, il 13 maggio 1987, Adusbef ha sempre combattuto aspre battaglie in difesa dei diritti dei cittadini in ogni settore consumerista con gli esclusivi contributi degli iscritti, perché ha sempre rifiutato contributi e prebende dei privati, che possono condizionare anche indirettamente l’attività. Le battaglie giudiziarie di Adusbef note a tutti, hanno sconfitto l’arroganza delle banche, che per oltre mezzo secolo hanno aggirato un preciso articolo del codice civile sull’anatocismo, dando luogo ad una fiorente attività di capitalizzazione; hanno aiutato milioni di cittadini a rinegoziare interessi troppo elevati sui mutui a tasso fisso; hanno avuto ragione nei Tribunali annullando centinaia di contratti capestro sui bond Cirio, Parmalat, tango bond argentini; Adusbef ha denunciato le malefatte dei “furbetti del quartierino” capeggiati dall’ex Governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio e dell’ex presidente della Consob Lamberto Cardia, con il figlio Marco a libro paga di Giampiero Fiorani e della ex Banca Popolare di Lodi. Ci battiamo contro la Banca d’Italia ed il Governatore Mario Draghi,ex vice presidente di Goldman Sachs, ed il capo della vigilanza Anna Maria Tarantola, grandi protettori degli esclusivi interessi dei banchieri; contro il potere delle banche di affari, delle agenzie di rating e delle colluse autorità vigilanti (Fed,Bce,Bankitalia,ecc.),che hanno distrutto dal 7 luglio 2007,inizio della crisi dei sub-prime,ben 32 milioni di posti di lavoro (Fonte: Strauss Kahn - FMI). Le denunce di Adusbef nei Tribunali, hanno costretto Bankitalia ad inibire le carte revolving con tassi da strozzo dell’American Express e porteranno quasi certamente (Procura di Trani,PM Michele Ruggiero) alla condanna dei report fasulli, emessi il 6 maggio 2010,dall’Agenzia di rating Moody’s; alla tutela degli investitori in titoli tossici come Lehman Brothers, pubblicizzati come affidabili sul sito posticcio dell’Abi ”Patti Chiari”. L’avv. Tanza,vice-presidente Adusbef ha sollevato il 28 febbraio 2011,eccezione di incostituzionalità del decreto milleproroghe,che cancella con un colpo di spugna i diritti sanciti da sentenze consolidate delle Sezioni Unite di Cassazione, sugli interessi illegali applicati per mezzo secolo dalle banche,denominati “anatocismo”, per fa cassare la norma vergogna scritta sotto diretta dettatura di Mario Draghi (Bankitalia) e Giuseppe Mussari (ABI) inserita di notte al decreto da parte di un ministro dell’Economia e di un Governo, tra i più fedeli camerieri dei banchieri. La forza dell’Adusbef risiede nella sua indipendenza ed autonomia più assoluta dal potere economico e nella libera volontà contributiva-associativa dei concittadini, che ci permette di non av...

»  Elio Lannutti sostiene Occupy Wall Street

»  ..solito Elio Lannutti, il presidente di Adusbef che ha deciso di dedicare la sua vita a rompere i coglioni alle banche, a Finmeccanica e alle Poste.
È PROBABILE CHE I CONSIGLIERI DI POSTE OGGI DECIDANO DI INTRAPRENDERE UN'AZIONE LEGALE NEI CONFRONTI DI IBM. ED È ALTRETTANTO PROBABILE CHE INVECE DI FAR ROTOLARE SUL TAVOLO LA TESTA DI SARMI, QUALCUNO CHIEDA DI DECAPITARE AGOSTINO RAGOSA
Questa notte Massimo Sarmi è riuscito finalmente a dormire per alcune ore.
La catastrofe informatica degli uffici postali sembra almeno per il momento risolta e l'ingegnere di Malcesine è grato ai 130 tecnici che per quattro giorni hanno lavorato per ripristinare l'operatività del sistema.
Oggi il manager dovrà misurarsi con il consiglio di amministrazione e dare spiegazioni esaurienti sul fattaccio che ha compromesso l'immagine del Gruppo. Alle sue orecchie generose è arrivato lo strillo della Lega che per bocca di un suo parlamentare ha detto: "dovremmo trovare i piccioni per spedire le lettere", un grido d'allarme unito a quello del solito Elio Lannutti, il presidente di Adusbef che ha deciso di dedicare la sua vita a rompere i coglioni alle banche, a Finmeccanica e alle Poste.
In un piccolo trafiletto sulla prima pagina di "Finanza&Mercati" si chiede di spedire un telegramma di licenziamento al povero Sarmi, ma da quando Dagospia nella sua infinita miseria ha messo il dito sulle prestazioni fornite da IBM negli ultimi sei anni, il tiro si è spostato sulla défaillance dell'azienda americana che ha preso in contropiede lo sponsor Sarmi.
È probabile che i consiglieri di Poste oggi decidano di intraprendere un'azione legale nei confronti di IBM e delle altre aziende del consorzio che hanno messo in piedi l'architettura informatica centrale e periferica. Ed è altrettanto probabile che invece di far rotolare sul tavolo la testa di Sarmi, qualcuno chieda di decapitare Agostino Ragosa, il 51enne ingegnere salernitano che ha la responsabilità più grossa nella gestione dell'intero sistema.
Costui è noto per la sua enorme devozione a padre Pio e per il pellegrinaggio che ogni anno fa a Pietralcina sulla tomba del santo, ma in questo caso dovrà difendere le scelte per IBM con un fervore che va oltre la preghiera. E non sarebbe male se tra gli argomenti per sopravvivere tirasse fuori una email in cui pare che la stessa IBM un paio di mesi fa abbia allertato le Poste "a non andare in esercizio perché il sistema non è ancora a punto".
Questa raccomandazione nulla toglie alle ombre e ai dubbi sulla lunga sequenza di appalti che dal 2005 sono stati assegnati al colosso informatico Big Blue fino alla mega-commessa da 150 milioni che finirà nel fascicolo della Procura di Roma. Da DAGOSPIA 09.06.2011

»  CONSOB: altra sberla dalla Corte d'Appello di Roma
La Corte d'Appello di Roma 1°Sezione Civile Volontaria Giurisdizione Presidente e Relatore Cons. Corrado Mafffei ha accolto il ricorso di ADUSBEF difesa dagli avv.ti Antonio Tanza, Marisa Costelli e Lucio Golino avverso alla delibera 17071 con cui Consob aveva sanzionato Adusbef e il suo presidente Lannutti per Manipolazione dei mercati ex art. 187 ter d.lgs 58/98 TUF su esposto UNICREDIT, a seguito di una dichiarazione del Presidente di ADUSBEF sull'esposizione della banca dell'allora AD Profumo sui derivati comminando l'ingiunzione di pagamento di €100.000.
Il dispositivo della sentenza é stato letto in udienza. SCARICA LA SENTENZA
La sentenza fa il paio con quella della Corte d'Appello di Perugia del 10.06 - 28.09. 2010 che aveva accolto il ricorso di Lannutti avverso alla medesima delibera.
Si attende il colpo di grazia della Cassazione dopo che CONSOB, non paga delle figuracce rimediate, masochisticamente ha impugnato il pronunciamento di Perugia.

»  Crisi e titoli di stato. Maggiori interessi. 2-11-2011  Documento Word

»  OCCORRERA' RIVEDERE TUTTI I MUTUI CHE HANNO L'EURIBOR COME PARAMETRO DI RIFERIMENTO?

Il Fatto quotidiano 20-10-2011
Dai mutui ai derivati. L’inchiesta Euribor dell’Antitrust europeo rischia di travolgere la finanza.
Di Matteo Cavallito

L’accusa è grave: false comunicazioni sui costi dei prestiti interbancari con l’obiettivo di alterare il tasso di interesse di riferimento del mercato europeo. Una violazione della norme antitrust che rischierebbe di manipolare un mercato potenzialmente enorme, nell'ordine di migliaia di miliardi
Di chiaro, per ora, c’è solo la definizione del possibile reato: manipolazione del tasso di riferimento europeo, l’Euribor, attraverso la costituzione di un cartello tra gli istituti continentali. Tecnicamente una forma di illecita concorrenza. Per il resto è un intreccio di indiscrezioni – poche, anzi pochissime – e di ipotesi, per lo più inquietanti, alimentate da preoccupanti analogie con il recente passato. Con una mossa a sorpresa, la Commissione antitrust europea ha perquisito ieri le sedi di alcuni istituti associati all’Ebf, la European Banking Federation. A renderlo noto è stata la stessa commissione che, tuttavia, non ha voluto fornire ulteriori dettagli. Lasciando così campo libero all’immaginazione ragionata degli osservatori.

Difficile, per il momento, capire la reale portata dell’inchiesta. Ma qualche punto fermo può già essere individuato. L’Euribor è un tasso di riferimento interbancario, frutto delle media dei tassi applicati sui prestiti tra le banche stesse. In pratica un indicatore primario del costo del denaro che influenza tanto il mercato retail (i prestiti concessi dalle banche alle famiglie e ai piccoli risparmiatori) quanto il resto del comparto (società finanziarie, grandi investitori). In Europa, le banche coinvolte nel suo calcolo, e quindi potenzialmente oggetto dell’inchiesta, sono 44 distribuite su 15 Paesi. A quanto si apprende oggi, però, l’indagine si starebbe svolgendo in non più di 10 Stati, il che, di fatto, restringerebbe comunque il campo.

Nelle ultime ore hanno iniziato a circolare i nomi di Deutsche Bank e di Ubs (ovvero della sua filiale olandese) ma al momento non esistono ancora conferme ufficiali. L’ipotesi di reato è però chiara. Il sospetto è che una parte degli istituti facenti capo all’Ebf abbia comunicato dati falsi sui tassi applicati ai prestiti interbancari. Manipolando così alla fonte la definizione dell’indice di riferimento con l’obiettivo di ottenere un vantaggio sul mercato dei mutui a tasso variabile che all’Euribor sono indicizzati. In sintesi, siccome l’interesse complessivo su questo genere di prestiti è calcolato sommando uno spread fissato dalla banca e il tasso di riferimento europeo, è lecito temere che qualora quest’ultimo fosse stato manipolato, una buona parte della clientela del vecchio continente (tra cui per lo meno una quota delle 400mila famiglie italiane che ogni anno accendono un mutuo variabile) possa essersi trovata a pagare un interesse eccessivo. Garantendo alle banche un profitto extra del tutto illegittimo.
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»  Poste. Regolamento e modulo di conciliazione per gli eventi di inizi giugno  Documento Word

»  BANCHE: GOVERNO USURATO, SMANTELLA LEGGE ANTIUSURA A MISURA DELLE BANCHE.
VERGOGNOSO ATTACCO ALLA LEGGE 108/96 MINISTRO TREMONTI FEDELE ESECUTORE DEGLI INTERESSI DEI BANCHIERI.
ADUSBEF E FEDERCONSUMATORI LANCIANO APPELLO A MOBILITAZIONE CONTRO LO SCEMPIO DEI DIRITTI.

La legge antiusura, 108/96 che prevede tassi soglia per tipologie di prestiti per verificare se un prestito è usurario, approvato 15 anni fa sotto la spinta delle associazioni dei consumatori,del volontariato e della Chiesa e che ha funzionato benissimo per inchiodare gli strozzini legalizzati alle loro responsabilità, ha le ore contate per precise responsabilità del ministro dell'economia Tremonti, il più fedele esecutore degli interessi illegali dei banchieri che avevano chiesto da tempo,già nel decreto milleproroghe di smantellare la sentenza di Cassazione sull'anatocismo e di aumentare i tassi di interesse usurari,per consentire alle banche di macinare profitti,stock option e laute prebende, sulla pelle delle famiglie strozzate e delle piccole e medie imprese.
E' una delle più gravi vergogne delle tante di un Governo cameriere dei banchieri, spacciare per aiuti alle famiglie che non possono pagare le rate dei mutui, rinviando di qualche mese l'agonia con il conteggio degli interessi che maturano e dovranno poi essere pagati,per pacchetto sviluppo, vera e propria elemosina in cambio dello smantellamento della legge antiusura del 1996,che riformando l'art.644 del codice penale in merito allo stato di bisogno, prova diabolica e di difficile individuazione, aveva inserito il tasso soglia per tipologia di prestiti per determinare il reato di usura.
Adusbef e Federconsumatori, nel denunciare lo scippo con destrezza di un Governo nemico acerrimo di consumatori e risparmiatori che nei suoi tre anni di esistenza,ha smantellato la class action, cancellato il pacchetto Bersani sulle liberalizzazioni approvando controriforme a misura di assicuratori e potentati economici, elargito finanziamenti ai signori banchieri sottraendoli ai più bisognosi,ai pensionati ed alle famiglie stremate, ritengono inaccettabile ed illegale aumentare per legge i tassi di interesse per compiacere i signori banchieri,la cui avidità,spregiudicatezza ed azzardo morale è senza alcun limite.
A fronte dei costi di gestione dei conti correnti pari a 295 euro,contro una medi a di 114 della media europea,di tassi sui mutui più alti dello 0,52%, dei tassi per il credito al consumo più elevati dell'1,90 per cento (dati ultimo bollettino BCE) di tassi sui depositi dello 0,025% con un tasso di riferimento dell'1,25%, le banche italiane non si accontentano di praticare tassi di interesse fino al 29 per cento, vogliono che il governo trucchi le carte per favorire i loro sporchi interessi.
Con crediti personali al tasso del 10,93%, crediti revolving del 17,39%, finanziamenti alle famiglie regolati al 12,60%,cessione del quinto dello stipendio al 13,710%,i signori banchieri capeggiati dall'Abi adusi ad erogare allegri affidamenti ai loro amici e sodali,non si accontentan...

»  Derivati: per le banche un buco da 52 miliardi
Swap, in Italia conto da 52 miliardi
di Marcello Frisone e Laura Serafini
da Il Sole 24 ore del 1 maggio 2011
È un dato quasi certo: i disastri dei derivati ingegnerizzati nel mondo anglosassone non sono stati "importati" dalle banche italiane nei propri bilanci, come invece è successo a tanti altri istituti di credito stranieri. È altrettanto quasi certo, però, che le grandi banche italiane non hanno resistito ai lauti profitti consentiti da altri derivati Over the counter (Otc, scambiati cioè fuori da mercati regolamentati) di "copertura" contro il rialzo dei tassi di interesse venduti a enti territoriali, imprese, società finanziarie e piccoli istituti di credito nostrani. Al 31 dicembre scorso, infatti, le perdite potenziali sui derivati Otc del "sistema Italia" nei confronti degli istituti di credito (italiani e quelli esteri con filiali nel nostro paese) sono di 52,2 miliardi di euro. È questa cioè la cifra complessiva che i sottoscrittori di questi contratti dovrebbero versare ai grossi istituti di credito operanti nel nostro paese nel caso in cui decidessero (oppure fossero costretti a farlo) di chiudere anticipatamente gli swap.
Adesso, parlare di derivati "tossici" in Italia, così come lo si è fatto per quelli delle banche straniere che hanno portato alla crisi finanziaria del 2008 è improprio; ma si può tranquillamente parlare di vita "intossicata" per le migliaia di imprese (ma anche enti locali e società finanziarie) che stanno lottando giorno dopo giorno (o meglio semestre dopo semestre) con le rate da pagare sugli swap (sulla cui efficienza i tribunali si stanno man mano esprimendo), con la crisi economica nonché con la spada di Damocle dell'attuale valore di mercato negativo dello swap che con molta probabilità lo sarà anche alla scadenza tra qualche anno. Ma andiamo con ordine.

Il buco potenziale
Come detto, le perdite potenziali complessive sui derivati ammontano a 52,2 miliardi. La variazione rispetto al trimestre precedente è del 31% (da 75,8 miliardi): questo dato può essere imputato per la maggior parte alla effettiva materializzazione delle perdite dovuta alla chiusura dei contratti e per il resto dalla variazione dei tassi d'interesse. I dati tratti dalla base informativa pubblica di Bankitalia non finiscono mai di stupire sul "fenomeno" derivati (swap sui tassi d'interesse e, in minima parte, sui tassi di cambio): il calo del 31% del periodo ottobre-dicembre 2010 è notevole ma è anche il primo così consistente dal 2005; bisogna dire che anche l'aumento del 26% nel trimestre aprile-giugno è stato sorprendente. Insomma, in pochi mesi la variazione di 23,6 miliardi è davvero una cifra enorme.

Rischi e costi occulti
Dai dati Bankitalia si trae un'altra considerazione: esiste un rischio di controparte (improbabile ma non impossibile) per le banche di ben 52,2 miliardi e che nel corso di sei anni (dal 2005 vengono rese note le perdite in derivati in Centrale Rischi di Bankitalia) le perdite sono man mano cresciute ...

»  Derivati: Tribunale di Milano condanna UNICREDIT a risarcire 345 mila euro al Comune di Ortona
Swap, costi occulti condannati
di Marcello Frisone
Il Sole 24 ore del 21 aprile 2011

Nuova sconfitta di Unicredit in un processo sui derivati; dopo il Comune di Rimini, questa volta è Ortona (Chieti) ad avere la meglio sull'istituto di Piazza Cordusio, con una sentenza che va dritta al cuore dei problemi trattati anche nel processo sugli swap milanesi contro quattro banche (Jp Morgan, Depfa, Ubs e Db), 11 loro funzionari e due esponenti del Comune (Palazzo Marino è parte civile): quello del «costi impliciti» nei contratti.
La pronuncia 5118/2011 della VI sezione civile del Tribunale di Milano (presidente Laura Cosentini, relatore Francesco Ferrari) ha annullato tre collar swap stipulati il 10 gennaio 2006 fra UniCredit e il Comune abruzzese, a cui è stato riconosciuto un risarcimento da quasi 345mila euro. La nullità è stata decisa per il fatto che al momento della sottoscrizione i tre contratti avevano un valore negativo per il Comune, ma gli amministratori locali non ne erano stati informati preventivamente e il «rosso» non era stato nemmeno compensato con un upfront (il versamento iniziale nei confronti dell'ente sottoscrittore che spesso ha accompagnato l'avvio di swap "pubblici).
La materia è complessa, e bisogna essere cauti con i parallelismi (il processo sui derivati milanesi è anche in sede penale). Rispetto alla sentenza riminese, l'aumento di "peso" della decisione è comunque netto. Le motivazioni, che saranno depositate nei prossimi giorni, dovranno andare a fondo nella spiegazione dei «costi occulti», accanto all'inefficienza dei cap (tra il 7% e il 9%) e dei floor (tra il 4% e il 5%) posti nel collar (corridoio) swap.
Nel giugno 2008 (l'Euribor viaggiava infatti oltre il 5%), il mark to market dei derivati di Ortona (valore potenziale di mercato in caso di chiusura dei contratti) era negativo per due milioni. L'ente decide quindi di chiedere al Tribunale di Milano (competente da accordo) la nullità dei contratti e la restituzione dei flussi fino ad allora pagati (37.600 euro). La banca respinge ogni addebito, e produce una perizia in cui si sostiene che i contratti avessero un valore iniziale pari a zero, quindi perfettamente in equilibrio tra le parti. «Nel corso della causa - sostiene Massimiliano Palumbaro di Cfi Advisors di Pescara - ha però preso piede la nostra tesi dei costi occulti di 380mila euro applicati al Comune, confermati dalla perizia del consulente nominato dal Tribunale». Il fatto di non aver dichiarato «questi valori negativi di partenza - aggiunge Duilio Manella, avvocato del Comune di Ortona - è stato ritenuto in contrasto con i principi fissati dall'articolo 41 della legge 448/01». UniCredit, dal canto suo, attende le motivazioni e si riserva di ricorrere in appello.
A Palazzo di Giustizia intanto continua il processo sugli swap milanesi, che sono tra l'altro stati investiti dalla corsa degli spread trascinata dai titoli di Grecia e Portogallo e sono tornati a registrare un mark to market negativo (in...

»  Fac simile di messa in mora della Consob per omessa vigilanza.  Documento Word

»  CONSOB responsabile dei disastri e delle malversazioni delle SIM - Lo ha stabilito la S.C. Cassazione con la sentenza n° 6681.2011
"L' attività della pubblica amministrazione, ed in particolare della CONSOB, ENTE PUBBLICO DI GARANZIA DI CONTROLLO E VIGILANZA SUL MERCATO DEI VALORI MOBILIARI E SULLA RACCOLTA FINANZIARIA DEL RISPARMIO, deve svolgersi nei limiti e con lo esercizio dei poteri previsti dalle leggi speciali che la istituiscono, ma anche della norma primaria del neminem laedere, in considerazione dei principi di legalità imparzialità e buona amministrazione dettati dallo art. 97 della Costituzione in correlazione con lo art. 47 prima parte della Costituzione; pertanto la Consob è tenuta a subire le conseguenze stabilite dall'art. 2043 c. c. atteso che tali principi di garanzia si pongono come limiti esterni alla sua attività discrezionale, ancorché il sindacato di questa rimanga precluso al giudice ordinario. L'illecito civile, per la sua struttura, segue le comuni regole del codice civile anche per quanto concerne la cd imputabilità soggettiva, la causalità, l'evento di danno e la sua quantificazione. (cfr. Cass. 2001 n.3132; 2001 n.12672; 2003 n.1191 e vedi Cass. SO 9 marzo 2007 n.5396 sui poteri di controllo e di autonomia della CONSOB)". E' questo il principio sancito dalla sentenza n° 6681/2011 della 3° Sezione Civile della Suprema Corte di Cassazione - Mario Rosario Morelli (Presidente) e Giovanni Battista Petti (Relatore).
A quando una pronuncia analoga nei confronti della Banca d'Italia?
Nel riquadro Lamberto Cardia all'epoca Presidente CONSOB ed attuale Presidente di Ferrovie dello Stato ed il figlio Marco, avvocato e consulente prezzolatissimo di molte società quotate e che avrebbero dovuto essere soggette al controllo del padre....

»  Tanza-Bernardoni-Guadalupi. Anatocismo. Incostituzionalità della norma interpretativa dell’articolo 2935 Codice Civile. 27-2-2011  Documento Word

»  Vicenda Lehman Brothers. Istruzioni e fac simile della lettera da inviare alla banca  Documento Word

»  Dopo la sentenza della Cassazione 24418 DEL 2/12/10, ecco la lettera per la ripetizione degli interessi anatocistici (capitalizzati trimestralmente).  Documento Word

»  Blocco autostrada per neve del 17-18 dicembre '10 . Ecco il modulo per l’attivazione delle procedure di conciliazione  Documento Acrobat

»  CRACK LEHMAN. CLAMOROSA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI TORINO
La prima sezione civile del Tribunale di Torino - G.U. Dott. Stefania Tassone - ha condannato INTESA SAN PAOLO SPA a risarcire una consumatrice - difesa dalla nostra delegata torinese Avv. Cecilia Ruggeri - la somma di 474 mila euro, oltre a rivalutazione, interessi e spese legali, costituente il residuo del capitale investito l'11.10.2007 in obbligazioni della banca americana (prospettate dall'intermediario come titoli a basso rischio) e successivamente ammessa al concordato fallimentare (c.d. Chapter 11 della legge U.S.A.) il 15.09.2008. Si ricorda che fino a quel momento le famigerate agenzie di rating - Standard & Poor's, Moody's e Fitch - riconoscevano un alto livello di affidabilità - AA - all'emittente.
A fondamento del pronunciamento, l'accertata violazione dell'obbligo contrattuale della banca di informare tempestivamente l'investitore, successivamente al conferimento dell'ordine, del mutato livello di rischio in misura rilevante.
Si ricorda altresì che sul sito di "orientamento" dei consumatori del Consorzio Patti Chiari - costituito da ABI - Associazione bancaria italiana e Associazioni di consumatori - le obbligazioni dell'emittente americana rimasero nel paniere dei titoli a "basso rischio" fino al 18 settembre 2008 (quando Lehman Brothers era già in default).

»  CONSOB: CORTE APPELLO PERUGIA HA DEPOSITATO MOTIVAZIONI SENTENZA DI ANNULLAMENTO DELLA SANZIONE DA €100.000 DEI SIGNORI CARDIA E CONTI
AL PRESIDENTE ADUSBEF ELIO LANNUTTI PER TURBATIVA MERCATI. PER I GIUDICI NESSUNA NOTIZIA FUORVIANTE E’ STATA DIFFUSA DA LANNUTTI E LA CONSOB, OMESSA OGNI ISTRUTTORIA,HA PRESI PER BUONI I DATI UNICREDIT. DIRIGENTI CONSOB E UNICREDIT INDAGATI PROCURA,IN ATTESA RISARCIMENTO SEDE CIVILE

La Corte di Appello di Perugia ha depositato nei giorni scorsi la sentenza del procedimento relativo al ricorso del Presidente Adusbef e senatore dell’Italia dei Valori Elio Lannutti che, con delibera del 19 novembre 2009 era stato sanzionato per l’astronomica somma di € 100.000 per aver reso dichiarazioni pubblicate a tutela dei risparmiatori su un giornale minore del 16 ottobre 2007 successivamente alla messa in onda della puntata di Report (14.10.2007,) che aveva messo in luce come le banche avessero piazzato in maniera criminale a imprese ed enti locali i prodotti derivati cagionandone il fallimento o profondi buchi di bilancio.
I giudici perugini,Sergio Matteini Chiari (Presidente), Massimo Zanetti (relatore) che avevano accolto il ricorso di sospensiva sin dal 10 giugno scorso, leggendo il dispositivo in udienza, hanno considerato che le dichiarazioni di Lannutti non potevano in alcun modo considerarsi fuorvianti per il mercato ed anzi si inserivano nel pubblico dibattito sul pericolo universale per la massiccia ed irresponsabile diffusione, di quelle mine vaganti come i derivati emessi a piene mani per finanziare le laute prebende e le stock option dei banchieri.
Nello specifico, in merito allo scontro sull’entità dell’ammontare del disavanzo del mark to market (secondo UNICREDIT 1 miliardo di euro, secondo ADUSBEF almeno 4-5), la Corte non ha mancato di evidenziare come CONSOB si sia limitata a recepire pedissequamente le dichiarazioni di UNICREDIT interessata a diffondere comunicazioni rassicuranti, senza compiere alcuna istruttoria in merito, a conferma che l’ex banchiere di Intesa San Paolo signor Vittorio Conti presidente Vicario della Consob che ha firmato la sanzione ed altri dirigenti,hanno agito eseguendo il mandato di Unicredit per punire ed infangare il buon nome di Adusbef e di Lannutti,che si battono senza tregua contro truffe,frodi ed abusi quotidiani dei banchieri a danno dei risparmiatori.
Si tratta di una censura senza appello che getta un’ombra sinistra sul sistema CONSOB incline a manganellare gli storici censori come Lannutti neppure per conto proprio ma addirittura per conto terzi (nel caso l’UNICREDIT del mai troppo biasimato Alessandro Profumo),recentemente cacciato dai suoi stessi compagni di merende con una buona uscita di 40 milioni di euro,oltre stock option.
I giudici di Perugia hanno confermato che CONSOB ha imbastito quello che è apparso subito – sin dalla comunicazione dell’atto di accertamento nel novembre 2008 - il simulacro di procedimento sanzionatorio, un teorema senza alcun fondamento giuridico che ha indotto ADUSBEF e Lannutti a sporgere denuncia alla Procura della Repubblica di Roma contro l’allora presi...

»  Bankster - Molto peggio di Al Capone i vampiri di Wall Street e Piazza Affari
Le banche sono il potere più grande e più impunito del nostro tempo. Al centro di tutti gli intrecci, al crocevia di tutte le scelte, le banche, mentre governano l’economia e la società, tiranneggiano i cittadini e, come i gangster dell’America degli anni Trenta, contando sull’impunità più assoluta, negano ai cittadini i loro diritti e inquinano tutto il tessuto della convivenza civile.
La crisi economica che imperversa nel mondo ha rivelato con ancora maggior chiarezza che il potere delle banche è un pericolo sempre più grande.
Questo libro è dunque oggi più che mai indispensabile da leggere, per avere gli elementi per difendersi come cittadini, e per denunciare all’opinione pubblica uno stato di cose che non può durare.
Un libro documentato, analitico, preciso nei riferimenti e nelle ricostruzioni, coraggioso e determinato nelle accuse. Un libro che non risparmia nessuno e la cui lettura è a tratti sconvolgente.
La realtà, ricostruita con passione e serietà da Lannutti, da molti considerato il Ralph Nader italiano, senza dubbio il più deciso e autorevole difensore dei diritti dei consumatori nel nostro Paese, si dimostra infatti peggiore delle più fosche ipotesi.

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aiuto..... convocato da direttore della banca
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