ADUSBEF - Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari E Finanziari

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»  NUOVO FAX DI ADUSBEF: 06 83395114

»  Bankster - Molto peggio di Al Capone i vampiri di Wall Street e Piazza Affari
Le banche sono il potere più grande e più impunito del nostro tempo. Al centro di tutti gli intrecci, al crocevia di tutte le scelte, le banche, mentre governano l’economia e la società, tiranneggiano i cittadini e, come i gangster dell’America degli anni Trenta, contando sull’impunità più assoluta, negano ai cittadini i loro diritti e inquinano tutto il tessuto della convivenza civile.
La crisi economica che imperversa nel mondo ha rivelato con ancora maggior chiarezza che il potere delle banche è un pericolo sempre più grande.
Questo libro è dunque oggi più che mai indispensabile da leggere, per avere gli elementi per difendersi come cittadini, e per denunciare all’opinione pubblica uno stato di cose che non può durare.
Un libro documentato, analitico, preciso nei riferimenti e nelle ricostruzioni, coraggioso e determinato nelle accuse. Un libro che non risparmia nessuno e la cui lettura è a tratti sconvolgente.
La realtà, ricostruita con passione e serietà da Lannutti, da molti considerato il Ralph Nader italiano, senza dubbio il più deciso e autorevole difensore dei diritti dei consumatori nel nostro Paese, si dimostra infatti peggiore delle più fosche ipotesi.

»  SANZIONE CONSOB AL SENATORE ELIO LANNUTTI (PRESIDENTE ADUSBEF): ERA UNA RAPPRESAGLIA ED E' STATA ANNULLATA DALLA CORTE DI APPELLO DI PERUGIA
SANZIONE CONSOB AL SENATORE ELIO LANNUTTI (PRESIDENTE ADUSBEF) SUI DERIVATI AVARIATI UNICREDIT: ERA UNA RAPPRESAGLIA ED E' STATA ANNULLATA DALLA CORTE DI APPELLO DI PERUGIA. ORA IL SIGNOR CARDIA E LA CONSOB SARANNO CHIAMATI A PAGARE I DANNI IN SEDE CIVILE


La multa da 100.000 euro,che la Consob del signor Cardia aveva inflitto ad Elio Lannutti, presidente Adusbef e senatore dell'Italia dei Valori per presunta manipolazione dei mercati, era una rappresaglia su diretto mandato di Unicredit, per questo è stata annullata oggi dalla Corte di Appello di Perugia (presidente dr. Sergio Matteini Chiari) giudice estensore dr. Massimo Zanetti.
Elio Lannutti, difeso dagli avv. Antonio Tanza, Lucio Golino e Marisa Costelli, aveva contestato davanti la Corte di Appello di Perugia,competente per territorio data la sua residenza in Umbria,la manipolazione di mercato, un vero e proprio falso per colpire l'Adusbef ed il suo presidente che negli ultimi 10 anni avevano denunciato i comportamenti fraudolenti dei banchieri sui derivati appioppati a piene mani ad enti locali e piccole e medie imprese,con l'unica finalità di finanziare gli alti profitti,i bonus e le stock option di banche e banchieri.
La Consob, invece di punire i comportamenti fraudolenti dei banchieri che spacciando montagne di derivati avariati commisurati alle stock option hanno determinato il crollo dell'economia, del Pil e dei mercati, la distruzione di milioni di posti di lavoro disseminando povertà e miseria, ricevendo mandato dal signor Profumo di Unicredit (e questo si evince dalle carte processuali) aveva sanzionato uno dei pochi rappresentanti dei risparmiatori che denuncia da anni condotte di vera e propria criminalità economica, per screditarne il prestigio e fiaccarne la credibilità.
Il provvedimento sanzionatorio che aveva comminato la Consob per manipolazione del mercato, oltre a costituire una vera e propria manipolazione, rappresentava un falso, perché nel momento in cui (all'indomani della trasmissione di Milena Gabanelli Report sui derivati dal titolo: IL BANCO VINCE SEMPRE ) - Adusbef aveva denunciato Unicredit a dieci Procure della Repubblica, il valore del titolo Unicredit il giorno 16 ottobre 2007, non aveva registrato una flessione, ma un aumento dello 0,33% passando da 5.43 euro a 5.96.
Nè si poteva assolutamente affermare che ci sarebbe stata manipolazione del mercato per la pubblicazione di poche righe su un giornale minore, per questo Cardia ed altri dirigenti della Consob,assieme ad alcuni dirigenti di Unicredit che avevano inoltrato denuncia,sono stati iscritti sul registro degli indagati nel procedimento penale pendente presso la Procura della Repubblica di Roma,e risponderanno delle loro incaute affermazioni.
Ora il signor Cardia, la Consob ed il signor Profumo di Unicredit,saranno citati in sede civile per un congruo risarcimento dei danni per una evidente lesione dell'immagine di Adusbef e del senatore Lannutti. I mass media che hanno riportato l...

»  DERIVATI AVARIATI: ADUSBEF PARTE CIVILE AL PROCESSO SULLA TRUFFA AL COMUNE DI MILANO.
LA CONSOB CHE INVECE DI SANZIONARE LE BANCHE,HA MULTATO ADUSBEF,DEVE ESSERE SCIOLTA !
L'ammissione di Adusbef come parte civile nel processo a carico di Depfa, Deutsche, Ubs, Jp Morgan e di 11 imputati – tra cui l'ex dg del Comune di Milano Giorgio Porta e il consulente Mauro Mauri - accusati di truffa aggravata in relazione a contratti derivati che avrebbero provocato all'ente locale un danno di oltre 100 milioni di Euro decisa oggi dal Presidente della IV Sezione del Tribunale Dott. Oscar Magi, rappresenta un riconoscimento importante alle battaglie che l'associazione da sempre porta avanti per denunciare i comportamenti fraudolenti di banche e banchieri,avallati dalle compiacenti Autorità vigilanti e di Borsa.
Le condotte fraudolente dei banchieri,che hanno appioppato derivati avariati a Comuni, Regioni,Enti locali per 35,5 miliardi di Euro e piccole e medie imprese portate al fallimento infestando il mondo globalizzato con tecniche analoghe ai falsari,con l'unica finalità di retribuire dorate stock option e stipendi d'oro, vanno finalmente alla sbarra per la prima volta in un Tribunale.
Ma l'ammissione di parte civile,ottenuta dall'Avv. Marisa Costelli,responsabile Adusbef Lombardia, che aveva curato anche la costituzione di altre associazioni,purtroppo escluse, assesta un duro colpo al teorema denigratorio della Consob dei Cardia, che invece di sanzionare banche e banchieri,con i quali va a braccetto ricavandone dorate consulenze in famiglia, aveva multato l'associazione su mandato di Unicredit, con finalità puramente intimidatorie.
Negli ultimi 10 anni Adusbef ha denunciato il disastro dei derivati,la creazione del denaro dal nulla, i guadagni illeciti dei banchieri che hanno costruito le loro fortune appioppando a piene mani derivati avariati, con l'implicito consenso di Consob e Bankitalia,ed è motivo di soddisfazione oggi,veder celebrato il primo processo nella storia a questi spregiudicati bankster,che per i loro profitti hanno messo a repentaglio la sovranità degli Stati, la solidità economica di Enti Locali indebitati per 30-40 anni,la ricchezza delle Nazioni.

Elio Lannutti (Presidente Adusbef)
Roma,9 giugno 2010

A fianco il giudice Oscar Magi




»  Carte revolving. Lettera di ripetizione di spese indebitamente richieste e pagate  Documento Word

»  DERIVATI AVARIATI: ADUSBEF, UNICA ASSOCIAZIONE SANZIONATA CON UNA MULTA DI 100 MILA EURO DALLA CONSOB
DERIVATI AVARIATI: ADUSBEF, UNICA ASSOCIAZIONE SANZIONATA CON UNA MULTA DI 100 MILA EURO DALLA CONSOB SU MANDATO DI UNICREDIT.
CONSUMATORI, BOICOTTATE UNICREDIT, CHIUDETE I CONTI CORRENTI DA UNA BANCA CHE CHIEDE UN PIZZO DI 3 EURO PER PRELEVARE DENARO CONTANTE AGLI SPORTELLI..

Nella foto Alessandro Profumo. Quando lo incontrate invece di sputargli in faccia, dategli un centesimo: è un banchiere che con derivati avariati ha rovinato famiglie e imprese, gli potrà servire.

»  DESTINIAMO IL 5 PER MILLE ALL’ ADUSBEF
DESTINIAMO IL 5 PER MILLE ALL’ ADUSBEF

(Nostro codice fiscale: 03638881007)

Care amiche, cari amici, cari iscritti, soci e simpatizzanti,
quest’anno Adusbef, associazione a difesa dei consumatori e degli utenti, particolarmente specializzata nel settore bancario, finanziario, assicurativo, compie 23 anni. Da quando nacque, nel maggio 1987, Adusbef ha sempre combattuto aspre battaglie in difesa dei diritti dei cittadini in ogni settore consumerista con gli esclusivi contributi degli iscritti, perché ha sempre rifiutato contributi privati che possono condizionare anche indirettamente l’attività. Le battaglie giudiziarie di Adusbef note a tutti, hanno sconfitto l’arroganza delle banche, che per oltre mezzo secolo hanno aggirato un preciso articolo del codice civile sull’anatocismo, dando luogo ad una fiorente attività di capitalizzazione; hanno aiutato milioni di cittadini a rinegoziare interessi troppo elevati sui mutui a tasso fisso; hanno avuto ragione nei Tribunali annullando centinaia di contratti capestro sui bond Cirio, Parmalat,argentini; ha denunciato le malefatte dei “furbetti del quartierino” capeggiati dall’ex Governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio e del presidente della Consob Cardia, con il figlio a libro paga di Fiorani. La forza dell’Adusbef risiede nella sua indipendenza ed autonomia più assoluta dal potere economico e nella contribuzione associativa dei concittadini, che ci permette di non avere né padroni, né padrini, né sul versante politico, né appartenenti a potentati economici.
Mi rivolgo a Voi per chiederVi di continuare a sostenere l’attività di una delle più prestigiose associazioni a tutela dei consumatori - non abituata a piegare la testa di fronte ai potenti - in un modo chiaro, semplice e trasparente, che non comporta alcun onere, se non quello di dover compilare una sezione aggiuntiva del modulo per la dichiarazione dei rediti.
Anche la legge finanziaria 2010 consente infatti alle persone fisiche, nel momento in cui presentano la dichiarazione dei redditi, di scegliere, oltre a chi destinare l’8 per mille, anche a chi destinare una quota pari al 5 per mille dell’imposta sul reddito.
Nel modulo della dichiarazione dei redditi (CUD 2007 o modello 730 o modello unico) è prevista un’apposita sezione nella quale basterà indicare il numero di codice fiscale dell’organizzazione prescelta, e firmare.
Poiché l’ Associazione è compresa nell’elenco delle organizzazioni cui questo contributo può essere devoluto, Vi sarei davvero grato se voleste indicare, nel momento in cui preparerete la dichiarazione dei redditi,

il nostro Codice fiscale: 03638881007.

Vi ringrazio e Vi invio i miei più cordiali saluti.
Elio Lannutti
(Presidente Adusbef)
Roma, marzo 2010 ...

»  Class action. Modulo Mutui fondiari. Violazione dell’art. 1284 c.c., delle somme corrisposte a titolo di interesse ultralegale composto  Documento Word

»  Coordinamento Nazionale Campagna Rimborso Anatocismo

Coordinamento Nazionale Campagna Rimborso Anatocismo

COMUNICATO STAMPA



ANATOCISMO: TRIBUNALE CONDANNA BANCA A RISARCIRE 1.339.310 EURO IMPRENDITORE CHE AVEVA SUBITO CALCOLO INDEBITO INTERESSI TRIMESTRALI SU AFFIDAMENTI.

PRESIDENTE ABI FAISSOLA, SCONFESSA AUSILIO GOVERNO CLASS ACTION, CHE

SENZA RINVIO, AVREBBE DATO PIU’ DIRITTI UTENTI E RESO LE BANCHE MENO PROTERVE.



Le sentenze sull'anatocismo a difesa dei vessati e tartassati utenti puniscono l'"arroganza" delle banche: l’ultima del Tribunale di Lanciano,pubblicata l’11 settembre u.s. ha condannato una banca a rimborsare 1.339.000 di euro a favore di un imprenditore abruzzese. Per arginare il fiume in piena di sentenze, le banche – che fanno finta oggi con il presidente dell’Abi Faissola di non aver avuto aiuti- hanno chiesto ed ottenuto dal Governo, il rinvio della class action,che avrebbe offerto la possibilità collettiva di agire a milioni di imprenditori taglieggiati,per il recupero dell’illecita prassi bancaria, sanzionata da Cassazione e Corte Costituzionale.

Dopo le sentenze a sezioni Unite di Cassazione che hanno cassato definitivamente la pratica illecita dell'anatocismo, ovverosia la ricapitalizzazione trimestrale degli interessi, praticata in passato dagli istituti di credito, nonostante fosse vietata dall’art.1283, norma imperativa del codice civile,le banche che avevano una probabilità su cento di vincere in Tribunale, oggi non hanno più alcuna speranza di vincere,per questo continuano a soccombere.

L’ultima sentenza fa recuperare ad un associato ADUSBEF, con il patrocinio dell’Avv. Antonio Tanza, euro 1.339.310,00,dopo l’impugnativa di un conto corrente in rosso. Il giudice monocratico del Tribunale di Lanciano (CH) dott.ssa Francesca DEL VILLANO ACETO, (Sentenza n. 296/09) ha condannato la Banca Popolare di Lanciano e Sulmona (Gruppo BPER) al pagamento della somma di euro 1.339.310,00 per indebite competenze (interessi ultralegali indeterminati, commissioni di massimo scoperto trimestrali, valute fittizie, spese forfettarie e capitalizzazione composta).

Molte aziende hanno nei propri archivi vere e proprie fortune e non lo sanno: l’invito di ADUSBEF è quello di rispolverare i vecchi rapporti, chiusi da meno di 10 anni od in corso, chiedendo alla propria “cara” banca la restituzione del maltolto. La sentenza riguarda tutti i correntisti “in rosso” che hanno pagato interessi alla banca dall’entrata in vigore dell’art. 1283 c.c. (21 aprile 1942) sino ad oggi. Per i soli contratti di conto corrente aperti, per la prima volta, dopo il 22 aprile 2000 (data dell’entrata in vigore della delibera CICR, del 9 febbraio 2000, prevista dall’art. 252 del D. Lgs. n. 342 del 1999) non è possibile recuperare l'anatocismo (legittimato da quest'ultimo provvedimento legislativo).

Hanno il diritto di esercitare il rimborso sia gli utenti che hanno il conto corrente aperto, sia quelli che lo hanno chiuso negli ultimi dieci anni: chi es...

»  Ricorso ADUSBEF contro Banca Popolare di Vicenza SCARL e "indolenza" del Tribunale di Vicenza
Integgorazione parlamentare del Senatore Lannutti, Presidente ADUSBEF

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02106
Atto n. 4-02106

Pubblicato il 20 ottobre 2009
Seduta n. 267

LANNUTTI - Al Ministro della giustizia. -

Premesso che:

in data 18 marzo 2008 l’Associazione difesa utenti servizi bancari e finanziari (Adusbef) inviava, con lettera raccomandata A.R. anticipata via fax, un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Vicenza in persona del suo procuratore pro tempore consigliere dottor Ivano Nelson Salvarani, contestando l’illiceità di talune condotte societarie della Banca popolare di Vicenza Scarl, del suo Presidente, cavaliere del lavoro dottor Giovanni Zonin, e del Consiglio di amministrazione in merito alla delibera dello stesso Consiglio di amministrazione di aumento della quotazione azionaria a 58 euro, che avrebbe dovuto essere approvata nell’assemblea degli azionisti fissata per il successivo 19 aprile 2008, profilando alcune ipotesi di reato ed esplicitando in calce di essere informata nel caso di richiesta di archiviazione ex art. 408 e seguenti del codice di procedura penale;

in data 2 gennaio 2009 un'agenzia di stampa lanciava la notizia che il sostituto procuratore delegato alle indagini, dottoressa Angela Barbaglio, aveva richiesto al giudice per le indagini preliminari la prosecuzione del termine per le indagini;

in data 15 aprile 2009 lo stesso pubblico ministero Barbaglio richiedeva al giudice l’archiviazione della stessa denuncia, omettendo di darne comunicazione alla parte offesa/denunciante;

in data 21 aprile 2009 il giudice per le indagini preliminari, dott.ssa Eloisa Pesenti, accogliendo le richieste del pubblico ministero emetteva il decreto di archiviazione;

tale decreto di archiviazione non veniva mai notificato e/o comunicato al denunciante;

il 23 aprile 2009 l’ufficio stampa della Banca popolare di Vicenza Scarl diramava un comunicato nel quale enfatizzava l’avvenuta archiviazione;

il 24 aprile 2009 tutti i giornali, soprattutto quelli economici, riportavano la notizia;

il 25 aprile si teneva l’assemblea degli azionisti della banca nel corso della quale, per quanto risulta all'interrogante, il presidente Zonin si fece tributare il trionfo;

avverso tale decreto l'Adusbef, acquisite copie degli atti, interponeva il ricorso per Cassazione, depositandolo il 20 luglio 2009 presso la cancelleria del tribunale di Vicenza - ufficio del giudice per le indagini preliminari;

a tutt’oggi tale ricorso non risulta essere mai stato trasmesso alla cancelleria della Suprema Corte di cassazione;

risulta all'interrogante che tale trasmissione avverrebbe con estrema lentezza e comunque non prima di un anno;

tale condotta appare all'interrogante in manifesta violazione dell’art. 584 del codice di procedura penale, rubricato Notificazione della impugnazione, che impone alla "cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato" che l'atto di impugnazione...

»  Processo Antonveneta - Tribunale di Milano - UD. 13.01.2010 - Dichiarazioni dell'imputato Antonio Fazio  Documento Acrobat

»  Elio Lannutti - La Repubblica delle banche. Fatti e misfatti del sistema bancario. Con il concorso del controllore.
La Repubblica delle banche
Fatti e misfatti del sistema bancario. Con il concorso del controllore.

Con la prefazione di Beppe Grillo

Una gigantesca piovra avvinghia con i suoi tentacoli i destini del mondo. Mafie invisibili, avviluppano ogni angolo delle moderne società condizionando i governi. Costringono le imprese a sottoscrivere derivati avariati, le famiglie a contrarre prestiti a tasso variabile, si insinuano nei tribunali per facilitare i fallimenti, ricomprare le case e mandare sul lastrico i debitori. E’ il potere bancario, forte, potente, smisurato, che spaccia moneta falsa fatta di swap e derivati, con la complicità di colluse autorità monetarie. Costruisce piramidi finanziarie di carta straccia fondate sulle sabbie mobili, consegue ingenti profitti sulle rovine degli uomini, senza rispondere mai dei disastri e dei crack da loro stessi procurati. I signori banchieri, la super casta più forte della politica e della magistratura,dei partiti,delle religioni,dei governi e di qualsiasi altro potere, rischiano i soldi degli altri o quelli artificialmente creati tramite la finanza sofisticata di carta denominata: future, collateral, option, siv, vanilla, senza neppure le previste autorizzazioni a battere moneta. La casta degli intoccabili banchieri, una cupola invisibile, si arroga il potere di valutare i sistemi economici e la meritorietà del credito. Dalle arbitrarie decisioni di questa ristretta oligarchia, dipendono la vita o la morte di famiglie ed imprese, l'occupazione o la disoccupazione, l'investimento nell'industria o nelle rendite finanziarie, guerre,crisi economiche, espansione o recessione. Di questi banchieri padroni dei destini del mondo, che possono distruggere l’economia, scegliere chi deve vincere una guerra, manovrando flussi finanziari senza alcun controllo, con la creazione di denaro artificiale al di fuori del lavoro o della produzione, c’è da avere paura. Quando guadagnano, lo fanno per se stessi incamerando stock option e premi da risultati miliardari. Quando perdono perché crolla il castello di carta straccia fondato sulla sabbia, se ne vanno da soli (raramente vengono cacciati) con liquidazioni milionarie. Si nascondono per qualche tempo facendo vita da nababbi in qualche paradiso esotico per far decantare l’eco dei disastri, in attesa di riciclarsi di nuovo in qualche altro istituto bancario e/o finanziario, per ricominciare daccapo indisturbati a turlupinare le masse, indotte dai servili mezzi di informazione a credere alle virtù miracolistiche di facili arricchimenti, al di fuori del lavoro e dell’ingegno, dei sacrifici e del sudore derivanti dalla fatica degli uomini.

Elio Lannutti, giornalista ed esperto di questioni economiche, è stato il fondatore dell’Adubsef, una delle più autorevoli associazioni di tutela dei consumatori e dei risparmiatori, di cui è anche presidente. Da oltre venti anni si batte senza tregua contro truffe ed abusi ai danni dei cittadini, ed è una delle voci più ascoltate in ques...

»  BANCA POPOLARE VICENZA:BANKITALIA HA SANZIONATO I VERTICI PER 560.000 EURO. MA MOTIVAZIONI SEGRETE, NON POSSONO ESSERE CONOSCIUTE DAI RISPARMIATORI.
COMUNICATO STAMPA

BANCA POPOLARE VICENZA:BANKITALIA HA SANZIONATO I VERTICI PER 560.000 EURO. MA MOTIVAZIONI SEGRETE, NON POSSONO ESSERE CONOSCIUTE DAI RISPARMIATORI.

La Banca d’Italia ha comminato sanzioni amministrative pecuniare alla Banca Popolare di Vicenza per complessivi 560.000 euro, avendo accertato irregolarità da parte dei membri del Collegio sindacale, del Consiglio di amministrazione e del Direttore Generale, come si può leggere dall’ultimo Bollettino di Vigilanza della banca centrale italiana.
La Vigilanza di Bankitalia ha accertato carenze nell’organizzazione e nei controlli interni da parte dei componenti il Consiglio di amministrazione e del Direttore generale, carenze nei controlli da parte dei componenti il Collegio sindacale e carenze nell’organizzazione e nei controlli interni dell’area finanza da parte dei componenti il Consiglio di amministrazione, il Collegio sindacale e del Direttore.
Per tali irregolarità, Bankitalia ha irrogato 28.000 euro complessivi di sanzioni amministrative pecuniarie ad ognuno dei seguenti componenti del consiglio di amministrazione: Zonin Giovanni, Bettanin Giovanni, Breganze Marino, Bedoni Paolo, Bonsembiante Mario, Filippi Zeffirino, Miranda Franco, Pavan Gianfranco, Sartori Paolo, Sbabo Fiorenzo, Simonetto Gianfranco, Stella Maurizio, Tellatin Paolo, Tibaldo Giorgio, Ticozzi Ugo, Zigliotto Giuseppe. Altri 28.000 euro complessivi di sanzioni sono stati comminati ai componenti del collegio sindacale Zamberlan Giovanni Battista Carlo, Cavalieri Giacomo e Piussi Laura.Analoga sanzione per il direttore generale Colombini Luciano.
Adusbef nel ritenere ridicole le sanzioni comminate, si batterà per far rimuovere la circolare emanata dall’ex Governatore di Bankitalia Antonio Fazio risalente all’epoca pre-furbetti del quartierino del 1994, che impedisce ogni accesso agli atti da parte di risparmiatori ed associazioni che volessero conoscere le motivazioni e favorire la trasparenza delle decisioni, legge 241/90 che ha valore per tutti gli atti della pubblica amministrazione, eccetto che per la Banca d’Italia.

»  Mutui. Lettera messa in mora della banca per illegittimi rimborsi.  Documento Word

»  Banca Furbetti : Da Intesa al Monte Paschi. Da Unicredito all'Antonveneta... Hanno eluso oltre 3 miliardi di euro al fisco...
... E ora chiedono aiuto allo Stato
di Francesco Bonazzi L'Espresso 24 ottobre 2008
Tra di loro, gli gnomi della finanza londinese lo chiamano 'trading fiscale', ovvero vendita di derivati con un solo scopo: permettere al cliente di risparmiare una montagna di soldi sulle tasse. Ma le banche italiane che negli ultimi anni si sono rimpinzate di questi contratti non userebbero mai una definizione così spiccia. Sarebbe come ammettere che hanno volontariamente sottratto al Fisco centinaia di milioni, sfruttando i trattati bilaterali che vietano la doppia imposizione. Un giochetto che, secondo quanto risulta a 'L'espresso' (venuto in possesso di documentazione riservata tra contratti, memorandum fiscali e analisi confidenziali sulla clientela italiana), avrebbe permesso ad alcuni tra i maggiori istituti di credito di casa nostra risparmi fiscali per non meno di 3 miliardi e mezzo di euro negli ultimi cinque anni. Una cifra che forse meriterebbe una qualche riflessione in tempi nei quali lo Stato corre a garantire le banche con i soldi dei contribuenti.

Il marchingegno che sta alla base di questi profitti, se fosse stato sottoposto a un parere dell'Agenzia delle entrate, sarebbe stato probabilmente vietato. Come ha fatto quest'estate il fisco Usa, dopo che una commissione d'inchiesta del Senato ha svelato i segreti del 'trading fiscale'. Le autorità statunitensi su questi contratti hanno intimato lo stop ai loro banchieri, arrivando perfino a minacciare la galera. Saranno stati un po' brutali, gli sceriffi del fisco americano, ma non dovevano avere tutti i torti se poi un venditore seriale di questi bond 'taglia-tasse' come Deutsche Bank ha improvvisamente smesso di proporli anche in Italia.

DA LONDRA CON LA VALIGETTA Ogni mercato, anche il più riservato, ha i suoi venditori e i suoi compratori. Quello 'fiscale' non fa eccezione, se non per il fatto che su ogni singolo contratto ballano cifre che possono toccare 1,3 miliardi in pochi mesi. All'inizio degli anni Duemila, alcuni banchieri con sede a Londra cominciano a bussare alla porta degli 'investment manager' delle nostre banche. Lavorano per grandi firme come Dresdner Kleinwort, Barclays Capital, Lehman Brothers, Deutsche Bank e Credit Suisse, e propongono dei 'repo' (pronti contro termine) così strutturati. La banca italiana investe in titoli non quotati emessi da una società fiscalmente residente nel Regno Unito o in Lussemburgo e controllata dalla banca straniera che ha proposto l'affare. Alla scadenza del contratto, l'istituto estero s'impegna a ricomprare il bond a un prezzo prestabilito. Nel frattempo, la banca italiana ha diritto a percepire gl'interessi sui titoli di debito e le eventuali cedole. I contratti durano da 2 a 11 mesi, in modo da non dover finire nei bilanci. Vista l'aria che tira, la prima domanda che ci si fa di fronte a questi contratti è se le banche italiane stiano rischiando i soldi dei loro clienti in strumenti pericolosi. La risposta è: assolutamente no. Stann...

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