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»  Class action. Modulo Mutui fondiari. Violazione dell’art. 1284 c.c., delle somme corrisposte a titolo di interesse ultralegale composto  Documento Word

»  DERIVATI AVARIATI: ADUSBEF, UNICA ASSOCIAZIONE SANZIONATA CON UNA MULTA DI 100 MILA EURO DALLA CONSOB
DERIVATI AVARIATI: ADUSBEF, UNICA ASSOCIAZIONE SANZIONATA CON UNA MULTA DI 100 MILA EURO DALLA CONSOB SU MANDATO DI UNICREDIT.
SABATO 12 DICEMBRE ORE 20,45, SU STRISCIA LA NOTIZIA INTERVIENE IL PRESIDENTE ELIO LANNUTTI.

Nella foto Alessandro Profumo. Quando lo incontrate invece di sputargli in faccia, dategli un centesimo: è un banchiere che con derivati avariati ha rovinato famiglie e imprese, gli potrà servire.

»  CLAMOROSO : ADUSBEF PER POCO NON PIGNORA UNA UNA BANCA. SU STRISCIA LA NOTIZIA del 29.09.2009!!!
Per la prima volta nella storia un'intera agenzia di una banca stava per essere pignorata. La Banca Popolare di Lanciano e Sulmona è stata recentemente condannata al pagamento di € 1.339.310 per indebite competenze (interessi ultralegali indeterminati, commissioni di massimo scoperto trimestrali, valute fittizie, spese forfettarie e capitalizzazione composta) dal Tribunale di Lanciano. Rifiutandosi di adempiere, l'avv. Antonio Tanza, Vicepresidente ADUSBEF, che aveva patrocinato nella causa l'attore vittorioso, era pronto al pignoramento.
Solo di fronte a tale prospettiva e la presenza delle telecamere di Striscia la Notizia, la banca staccava un assegno di oltre € 1.400.000.
Guarda il servizio di Jimmy Ghione su Striscia la Notizia del 29.09.2009

»  Coordinamento Nazionale Campagna Rimborso Anatocismo

Coordinamento Nazionale Campagna Rimborso Anatocismo

COMUNICATO STAMPA



ANATOCISMO: TRIBUNALE CONDANNA BANCA A RISARCIRE 1.339.310 EURO IMPRENDITORE CHE AVEVA SUBITO CALCOLO INDEBITO INTERESSI TRIMESTRALI SU AFFIDAMENTI.

PRESIDENTE ABI FAISSOLA, SCONFESSA AUSILIO GOVERNO CLASS ACTION, CHE

SENZA RINVIO, AVREBBE DATO PIU’ DIRITTI UTENTI E RESO LE BANCHE MENO PROTERVE.



Le sentenze sull'anatocismo a difesa dei vessati e tartassati utenti puniscono l'"arroganza" delle banche: l’ultima del Tribunale di Lanciano,pubblicata l’11 settembre u.s. ha condannato una banca a rimborsare 1.339.000 di euro a favore di un imprenditore abruzzese. Per arginare il fiume in piena di sentenze, le banche – che fanno finta oggi con il presidente dell’Abi Faissola di non aver avuto aiuti- hanno chiesto ed ottenuto dal Governo, il rinvio della class action,che avrebbe offerto la possibilità collettiva di agire a milioni di imprenditori taglieggiati,per il recupero dell’illecita prassi bancaria, sanzionata da Cassazione e Corte Costituzionale.

Dopo le sentenze a sezioni Unite di Cassazione che hanno cassato definitivamente la pratica illecita dell'anatocismo, ovverosia la ricapitalizzazione trimestrale degli interessi, praticata in passato dagli istituti di credito, nonostante fosse vietata dall’art.1283, norma imperativa del codice civile,le banche che avevano una probabilità su cento di vincere in Tribunale, oggi non hanno più alcuna speranza di vincere,per questo continuano a soccombere.

L’ultima sentenza fa recuperare ad un associato ADUSBEF, con il patrocinio dell’Avv. Antonio Tanza, euro 1.339.310,00,dopo l’impugnativa di un conto corrente in rosso. Il giudice monocratico del Tribunale di Lanciano (CH) dott.ssa Francesca DEL VILLANO ACETO, (Sentenza n. 296/09) ha condannato la Banca Popolare di Lanciano e Sulmona (Gruppo BPER) al pagamento della somma di euro 1.339.310,00 per indebite competenze (interessi ultralegali indeterminati, commissioni di massimo scoperto trimestrali, valute fittizie, spese forfettarie e capitalizzazione composta).

Molte aziende hanno nei propri archivi vere e proprie fortune e non lo sanno: l’invito di ADUSBEF è quello di rispolverare i vecchi rapporti, chiusi da meno di 10 anni od in corso, chiedendo alla propria “cara” banca la restituzione del maltolto. La sentenza riguarda tutti i correntisti “in rosso” che hanno pagato interessi alla banca dall’entrata in vigore dell’art. 1283 c.c. (21 aprile 1942) sino ad oggi. Per i soli contratti di conto corrente aperti, per la prima volta, dopo il 22 aprile 2000 (data dell’entrata in vigore della delibera CICR, del 9 febbraio 2000, prevista dall’art. 252 del D. Lgs. n. 342 del 1999) non è possibile recuperare l'anatocismo (legittimato da quest'ultimo provvedimento legislativo).

Hanno il diritto di esercitare il rimborso sia gli utenti che hanno il conto corrente aperto, sia quelli che lo hanno chiuso negli ultimi dieci anni: chi es...

»  Ricorso ADUSBEF contro Banca Popolare di Vicenza SCARL e "indolenza" del Tribunale di Vicenza
Integgorazione parlamentare del Senatore Lannutti, Presidente ADUSBEF

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02106
Atto n. 4-02106

Pubblicato il 20 ottobre 2009
Seduta n. 267

LANNUTTI - Al Ministro della giustizia. -

Premesso che:

in data 18 marzo 2008 l’Associazione difesa utenti servizi bancari e finanziari (Adusbef) inviava, con lettera raccomandata A.R. anticipata via fax, un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Vicenza in persona del suo procuratore pro tempore consigliere dottor Ivano Nelson Salvarani, contestando l’illiceità di talune condotte societarie della Banca popolare di Vicenza Scarl, del suo Presidente, cavaliere del lavoro dottor Giovanni Zonin, e del Consiglio di amministrazione in merito alla delibera dello stesso Consiglio di amministrazione di aumento della quotazione azionaria a 58 euro, che avrebbe dovuto essere approvata nell’assemblea degli azionisti fissata per il successivo 19 aprile 2008, profilando alcune ipotesi di reato ed esplicitando in calce di essere informata nel caso di richiesta di archiviazione ex art. 408 e seguenti del codice di procedura penale;

in data 2 gennaio 2009 un'agenzia di stampa lanciava la notizia che il sostituto procuratore delegato alle indagini, dottoressa Angela Barbaglio, aveva richiesto al giudice per le indagini preliminari la prosecuzione del termine per le indagini;

in data 15 aprile 2009 lo stesso pubblico ministero Barbaglio richiedeva al giudice l’archiviazione della stessa denuncia, omettendo di darne comunicazione alla parte offesa/denunciante;

in data 21 aprile 2009 il giudice per le indagini preliminari, dott.ssa Eloisa Pesenti, accogliendo le richieste del pubblico ministero emetteva il decreto di archiviazione;

tale decreto di archiviazione non veniva mai notificato e/o comunicato al denunciante;

il 23 aprile 2009 l’ufficio stampa della Banca popolare di Vicenza Scarl diramava un comunicato nel quale enfatizzava l’avvenuta archiviazione;

il 24 aprile 2009 tutti i giornali, soprattutto quelli economici, riportavano la notizia;

il 25 aprile si teneva l’assemblea degli azionisti della banca nel corso della quale, per quanto risulta all'interrogante, il presidente Zonin si fece tributare il trionfo;

avverso tale decreto l'Adusbef, acquisite copie degli atti, interponeva il ricorso per Cassazione, depositandolo il 20 luglio 2009 presso la cancelleria del tribunale di Vicenza - ufficio del giudice per le indagini preliminari;

a tutt’oggi tale ricorso non risulta essere mai stato trasmesso alla cancelleria della Suprema Corte di cassazione;

risulta all'interrogante che tale trasmissione avverrebbe con estrema lentezza e comunque non prima di un anno;

tale condotta appare all'interrogante in manifesta violazione dell’art. 584 del codice di procedura penale, rubricato Notificazione della impugnazione, che impone alla "cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato" che l'atto di impugnazione...

»  SENZA VERGOGNA! - È TORNATA LA FINANZA CREATIVA A WALL STREET E RIPARTE L’INVASIONE DEI DERIVATI
PRODOTTI PER 555 MLD $: IL 37% IN PIÙ DEL 2008 – DOMINANO JP MORGAN, GOLDMAN SACHS, BANK OF AMERICA E CITIBANK – OBAMA AVEVA PREVISTO UN INASPRIMENTO DELLE NORME MA È STATO BATTUTO DAGLI EVENTI…
Francesco Semprini per "La Stampa"
A volte ritornano, specie a Wall Street. I mercati americani devono fare i conti con una nuova invasione di derivati, gli strumenti al servizio della finanza creativa considerati tra le cause principali della crisi del credito e del collasso di giganti come Lehman Brothers e Aig.
Finiti sotto processo per l'uso spregiudicato da parte di speculatori senza scrupoli, i prodotti «esotici» sono tornati a Wall Street più forti di prima e a meno di un anno dal settembre nero della finanza Usa. Lo dice il Tesoro americano secondo cui le banche commerciali degli Stati Uniti hanno incassato 5,2 miliardi di dollari dal trading di derivati nel secondo trimestre del 2009, pari a un aumento del 225% rispetto all'anno passato.
Oltre 1100 istituti comprano e vendono questi prodotti, il 14% in più rispetto al 2008, e a dominare il mercato sono quattro «big», ovvero Jp Morgan, Goldman Sachs, Bank of America e Citibank, che detengono il 94% del totale di derivati in mano alle banche commerciali Usa.
Secondo l'Office of the Comptroller of the Currency, una delle authority federali di vigilanza, nel sistema bancario americano sono presenti 555 miliardi di dollari in prodotti derivati, il 37% in più rispetto all'anno scorso. «Ne risulta un'esposizione molto elevata», dice Kathryn E. Dick, della Occ.
Nella categoria rientrano una vasta gamma di prodotti, come futures, swap, forwards, opzioni, il cui valore è legato a investimenti in valuta, materie prime, greggio e tassi d'interesse.
Creati come strumenti per bilanciare il rischio, sono divenuti un'arma a doppio taglio come nel caso dei «credit default swap», assicurazioni sul rischio di default di un debito, perché grazie al loro impiego frenetico si sono sottoscritte obbligazioni con rischi elevatissimi, o erogati prestiti senza che le banche avessero le riserve necessarie.
Il mercato globale dei derivati è di oltre 600 mila miliardi di dollari e assieme ai prodotti strutturati, come gli Asset-Backed Securities o i Collateralized debt obligations (cartolarizzati). Inoltre, trattandosi di settore non regolamentato, elude il controllo degli organi di vigilanza, e per questo l'amministrazione Obama nel progetto di riforma finanziaria presentato il 17 giungo ne ha previsto l'inasprimento delle norme per la vendita designando la Fed alla vigilanza.
Ma già prima di un intervento dall'alto, questi prodotti sono tornati in forza nelle banche - quasi tutte beneficiarie dei fondi pubblici salvagente - a cui i fatti dello scorso anno sembrano un lontano ricordo.
Lo ha riferito al Congresso, giovedì scorso, Paul Volcker, il capo del Consiglio per la ripresa economica della Casa Bianca: «I derivati sono tornati in quantità eccessive rispetto al totale degli asset bancari, ci sono rischi sulla t...

»  Processo Antonveneta - Tribunale di Milano - UD. 13.01.2010 - Dichiarazioni dell'imputato Antonio Fazio  Documento Acrobat

»  Elio Lannutti - La Repubblica delle banche. Fatti e misfatti del sistema bancario. Con il concorso del controllore.
La Repubblica delle banche
Fatti e misfatti del sistema bancario. Con il concorso del controllore.

Con la prefazione di Beppe Grillo

Una gigantesca piovra avvinghia con i suoi tentacoli i destini del mondo. Mafie invisibili, avviluppano ogni angolo delle moderne società condizionando i governi. Costringono le imprese a sottoscrivere derivati avariati, le famiglie a contrarre prestiti a tasso variabile, si insinuano nei tribunali per facilitare i fallimenti, ricomprare le case e mandare sul lastrico i debitori. E’ il potere bancario, forte, potente, smisurato, che spaccia moneta falsa fatta di swap e derivati, con la complicità di colluse autorità monetarie. Costruisce piramidi finanziarie di carta straccia fondate sulle sabbie mobili, consegue ingenti profitti sulle rovine degli uomini, senza rispondere mai dei disastri e dei crack da loro stessi procurati. I signori banchieri, la super casta più forte della politica e della magistratura,dei partiti,delle religioni,dei governi e di qualsiasi altro potere, rischiano i soldi degli altri o quelli artificialmente creati tramite la finanza sofisticata di carta denominata: future, collateral, option, siv, vanilla, senza neppure le previste autorizzazioni a battere moneta. La casta degli intoccabili banchieri, una cupola invisibile, si arroga il potere di valutare i sistemi economici e la meritorietà del credito. Dalle arbitrarie decisioni di questa ristretta oligarchia, dipendono la vita o la morte di famiglie ed imprese, l'occupazione o la disoccupazione, l'investimento nell'industria o nelle rendite finanziarie, guerre,crisi economiche, espansione o recessione. Di questi banchieri padroni dei destini del mondo, che possono distruggere l’economia, scegliere chi deve vincere una guerra, manovrando flussi finanziari senza alcun controllo, con la creazione di denaro artificiale al di fuori del lavoro o della produzione, c’è da avere paura. Quando guadagnano, lo fanno per se stessi incamerando stock option e premi da risultati miliardari. Quando perdono perché crolla il castello di carta straccia fondato sulla sabbia, se ne vanno da soli (raramente vengono cacciati) con liquidazioni milionarie. Si nascondono per qualche tempo facendo vita da nababbi in qualche paradiso esotico per far decantare l’eco dei disastri, in attesa di riciclarsi di nuovo in qualche altro istituto bancario e/o finanziario, per ricominciare daccapo indisturbati a turlupinare le masse, indotte dai servili mezzi di informazione a credere alle virtù miracolistiche di facili arricchimenti, al di fuori del lavoro e dell’ingegno, dei sacrifici e del sudore derivanti dalla fatica degli uomini.

Elio Lannutti, giornalista ed esperto di questioni economiche, è stato il fondatore dell’Adubsef, una delle più autorevoli associazioni di tutela dei consumatori e dei risparmiatori, di cui è anche presidente. Da oltre venti anni si batte senza tregua contro truffe ed abusi ai danni dei cittadini, ed è una delle voci più ascoltate in ques...

»  BANCA POPOLARE VICENZA:BANKITALIA HA SANZIONATO I VERTICI PER 560.000 EURO. MA MOTIVAZIONI SEGRETE, NON POSSONO ESSERE CONOSCIUTE DAI RISPARMIATORI.
COMUNICATO STAMPA

BANCA POPOLARE VICENZA:BANKITALIA HA SANZIONATO I VERTICI PER 560.000 EURO. MA MOTIVAZIONI SEGRETE, NON POSSONO ESSERE CONOSCIUTE DAI RISPARMIATORI.

La Banca d’Italia ha comminato sanzioni amministrative pecuniare alla Banca Popolare di Vicenza per complessivi 560.000 euro, avendo accertato irregolarità da parte dei membri del Collegio sindacale, del Consiglio di amministrazione e del Direttore Generale, come si può leggere dall’ultimo Bollettino di Vigilanza della banca centrale italiana.
La Vigilanza di Bankitalia ha accertato carenze nell’organizzazione e nei controlli interni da parte dei componenti il Consiglio di amministrazione e del Direttore generale, carenze nei controlli da parte dei componenti il Collegio sindacale e carenze nell’organizzazione e nei controlli interni dell’area finanza da parte dei componenti il Consiglio di amministrazione, il Collegio sindacale e del Direttore.
Per tali irregolarità, Bankitalia ha irrogato 28.000 euro complessivi di sanzioni amministrative pecuniarie ad ognuno dei seguenti componenti del consiglio di amministrazione: Zonin Giovanni, Bettanin Giovanni, Breganze Marino, Bedoni Paolo, Bonsembiante Mario, Filippi Zeffirino, Miranda Franco, Pavan Gianfranco, Sartori Paolo, Sbabo Fiorenzo, Simonetto Gianfranco, Stella Maurizio, Tellatin Paolo, Tibaldo Giorgio, Ticozzi Ugo, Zigliotto Giuseppe. Altri 28.000 euro complessivi di sanzioni sono stati comminati ai componenti del collegio sindacale Zamberlan Giovanni Battista Carlo, Cavalieri Giacomo e Piussi Laura.Analoga sanzione per il direttore generale Colombini Luciano.
Adusbef nel ritenere ridicole le sanzioni comminate, si batterà per far rimuovere la circolare emanata dall’ex Governatore di Bankitalia Antonio Fazio risalente all’epoca pre-furbetti del quartierino del 1994, che impedisce ogni accesso agli atti da parte di risparmiatori ed associazioni che volessero conoscere le motivazioni e favorire la trasparenza delle decisioni, legge 241/90 che ha valore per tutti gli atti della pubblica amministrazione, eccetto che per la Banca d’Italia.

»  Mutui. Lettera messa in mora della banca per illegittimi rimborsi.  Documento Word

»  Banca Furbetti : Da Intesa al Monte Paschi. Da Unicredito all'Antonveneta... Hanno eluso oltre 3 miliardi di euro al fisco...
... E ora chiedono aiuto allo Stato
di Francesco Bonazzi L'Espresso 24 ottobre 2008
Tra di loro, gli gnomi della finanza londinese lo chiamano 'trading fiscale', ovvero vendita di derivati con un solo scopo: permettere al cliente di risparmiare una montagna di soldi sulle tasse. Ma le banche italiane che negli ultimi anni si sono rimpinzate di questi contratti non userebbero mai una definizione così spiccia. Sarebbe come ammettere che hanno volontariamente sottratto al Fisco centinaia di milioni, sfruttando i trattati bilaterali che vietano la doppia imposizione. Un giochetto che, secondo quanto risulta a 'L'espresso' (venuto in possesso di documentazione riservata tra contratti, memorandum fiscali e analisi confidenziali sulla clientela italiana), avrebbe permesso ad alcuni tra i maggiori istituti di credito di casa nostra risparmi fiscali per non meno di 3 miliardi e mezzo di euro negli ultimi cinque anni. Una cifra che forse meriterebbe una qualche riflessione in tempi nei quali lo Stato corre a garantire le banche con i soldi dei contribuenti.

Il marchingegno che sta alla base di questi profitti, se fosse stato sottoposto a un parere dell'Agenzia delle entrate, sarebbe stato probabilmente vietato. Come ha fatto quest'estate il fisco Usa, dopo che una commissione d'inchiesta del Senato ha svelato i segreti del 'trading fiscale'. Le autorità statunitensi su questi contratti hanno intimato lo stop ai loro banchieri, arrivando perfino a minacciare la galera. Saranno stati un po' brutali, gli sceriffi del fisco americano, ma non dovevano avere tutti i torti se poi un venditore seriale di questi bond 'taglia-tasse' come Deutsche Bank ha improvvisamente smesso di proporli anche in Italia.

DA LONDRA CON LA VALIGETTA Ogni mercato, anche il più riservato, ha i suoi venditori e i suoi compratori. Quello 'fiscale' non fa eccezione, se non per il fatto che su ogni singolo contratto ballano cifre che possono toccare 1,3 miliardi in pochi mesi. All'inizio degli anni Duemila, alcuni banchieri con sede a Londra cominciano a bussare alla porta degli 'investment manager' delle nostre banche. Lavorano per grandi firme come Dresdner Kleinwort, Barclays Capital, Lehman Brothers, Deutsche Bank e Credit Suisse, e propongono dei 'repo' (pronti contro termine) così strutturati. La banca italiana investe in titoli non quotati emessi da una società fiscalmente residente nel Regno Unito o in Lussemburgo e controllata dalla banca straniera che ha proposto l'affare. Alla scadenza del contratto, l'istituto estero s'impegna a ricomprare il bond a un prezzo prestabilito. Nel frattempo, la banca italiana ha diritto a percepire gl'interessi sui titoli di debito e le eventuali cedole. I contratti durano da 2 a 11 mesi, in modo da non dover finire nei bilanci. Vista l'aria che tira, la prima domanda che ci si fa di fronte a questi contratti è se le banche italiane stiano rischiando i soldi dei loro clienti in strumenti pericolosi. La risposta è: assolutamente no. Stann...

»  Possessori di titoli Lehman Brothers.

Invitiamo tutti i titolari di titoli Lehman Brother, o ad essa riconducibili, (Obbligazioni, polizze linked con sottostanti titoli Lehman) a contattare l’Adusbef (info@adusbef.it, Tel 06.4818632-633).

E’ fondamentale richiedere alla banca collocatrice ogni informazione sui titoli in portafoglio (codice ISIN ecc.).

»  Modulo di adesione delle class action sul "Risparmio tradito"  Documento Word

»  Modulo di adesione alla Class action sull'anatocismo-  Documento Word

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