piervittorio Utente semplice |
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Inviato il 28/02/2006 alle ore 21.50.22
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x Bancario e Nickname: se guardi le numerose sentenze che ho riportato io (e stiamo parlando di sentenze della Cassazione, tutte molto recenti, le altre nemmeno prendiamole in considerazione) da tutte si evince l’ obbligo della banca di pagare l’ assegno. Obbligo peraltro pacificamente ammesso dalle banche medesime nelle proprie memorie difensive. Dove la giurisprudenza è contrastante, è relativamente al concetto di "diligenza" nell’ accertare l’ identità del beneficiario. Secondo alcune sentenze, è sufficiente una "ordinaria diligenza" (ovvero, basta richiedere copia di un documento, ed a quel punto la banca è al sicuro da qualsivoglia eventuale azione risarcitoria da parte del correntista), poichè, stante il suddetto obbligo di pagare l’ assegno, il cassiere non ha nè può avere le competenze per verificare che il documento di identità prodotto sia autentico. Secondo altre sentenze, fermo restando l’ obbligo di pagare l’ assegno, si impone alla banca una "straordinaria diligenza", ovvero proporzionata a vari fattori: oggettivi (importo dell’ assegno) e soggettivi (il beneficiario ha una faccia sospetta). Attenzione: nessuna sentenza dice che per "straordinaria diligenza" debba supporsi tout court il rifiuto aprioristico della banca al pagamento dell’ assegno al beneficiario, tranne nel caso in cui lo stesso sia conosciuto dal sistema! La banca deve agire nell’ interesse del correntista, e dunque deve muoversi in maniera ordinariamente (o al limite stra-ordinariamente) prudente, ma non deve venir meno al suo mandato (ovvero l’ ordine impresso sull’ assegno "pagate a vista"), specificatamente trasmessogli dal legittimo proprietario dei soldi depositati su quel conto corrente, a meno che esistano condivisibili sospetti che portino ad avere un atteggiamento stra-ordinariamente prudenziale (questo dicono tutte le sentenze, se avete la pazienza di leggervele). Diversamente si tratterebbe di un semplice escamotage per aggirare la legge, consentendo alla banca di lavarsene le mani... e guadagnare qualche soldino in più! Ora, la seconda questione, è quella del Notaio piuttosto che del Pubblico Ufficiale. Il Notaio autentica le firme identicamente al pubblico ufficiale (anzi, quando autentica una firma, il Notaio stesso diventa un pubblico ufficiale!), ma lo fa, dietro compenso, negli atti tra privati. Nel caso del rapporto bancario, la banca ha un obbligo di legge, cui può sottrarsi solo nel caso del legittimo sospetto che il beneficiario non sia fisicamente quello a favore del quale il correntista intendesse fare il pagamento. In altre parole la banca sospetta una truffa con reati connessi (falsificazione di documenti di identità e sostituzione di persona). Quindi il beneficiario provvede di sua iniziativa (se non provvede la banca, che guarda caso non lo fa mai... se avesse il minimo sospetto di subire veramente una truffa o un furto, le forze dell’ ordine le chiamerebbe in un millisecondo!) a chiamare un pubblico ufficiale, che essendo in corso una supposta violazione di legge (o della banca nel non pagare l’ assegno per eccesso strumentale di zelo, oppure del beneficiario che sta tentando una truffa), ha l’ obbligo di intervenire al fine di prevenire l’ eventuale probabile reato. Il notaio dunque interviene ad attestare l’ identità ove gli atti sono squistamente volontari tra privati (quale il rogito di una casa). Il pubblico ufficiale quando ha il sospetto di un reato è tenuto ad agire, e nel caso sopra identificato questo comporta incidentalmente l’ accertamento dell’ identità. Nel momento stesso in cui il Pubblico Ufficiale attesta l’ identità del beneficiario ovvero l’ insussistenza del reato, in via automatica e consequenziale decade la motivazione ostativa il regolare pagamento dell’ assegno, a pena di trovarsi di fronte ad un nuovo reato, questa volta da parte della Banca.
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Inviato il 01/03/2006 alle ore 9.12.07
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Scusate tutti, ma per me stiamo equivocando. Il problema non è legale, giuridico o quant’altro, in quanto qui non si tratta di identificare il beneficiario dell’assegno. è pur vero che sull’assegno ci può anche essere scritto per esempio Mario Rossi come destinatario dell’assegno, e si può presentare un qualsiasi Mario Rossi con tanto di albero genealogico per rendere inequivocabile il fatto che lui E’ Mario Rossi (ma potrebbe non essere quel Mario Rossi là, e questo non lo può sapere neppure il notaio). Ovviamente non tutti hanno un nome così comune per cui il problema potrebbe non porsi. Il problema a cui mi riferisco io è che la banca, da un saldo di c/c in rosso od altri elementi in suo possesso, (tra l’altro anche le centrali rischi non sono aggiornate in tempo reale) può dubitare che l’assegno non sia coperto, per cui alla faccia di tutte le leggi può anche dire che il debitore in quel momento non ha la disponibilità del denaro e nergare nega il pagamento in contanti dell’assegno. Si potrebbe anche dire che la totalità degli assegni vengono pagati prima di avere l’effettivo aggiornamento di tutte le centrali rischi alla datadel versamento.... Ricordiamoci che l’alternativa non è quella di non pagare l’assegno, ma di chiederne il versamento in c/c per avere il tempo di fare tutti i controlli. Ma per motivi di segreto bancario, di legge sulla privacy ecc. ecc. ecc. ha tutti i diritti di non motivare la sua scelta. E se la banca paga per un assegno cabriolet, dovrebbe andare dal sig. Mario Rossi di cui sopra a richiedere indietro i soldi erogati in contanti? La banca si cautela, e per definizione lo fa prudenzialmente. Come il prestinaio, che a fine mese chiude i conti, e se non paghi il saldo del famoso "Libretto" che si usava una volta non ti da più il pane. Niente di nuovo sotto il sole, certo che la popolazione (degli onesti) è cresciuta: in tempi di crisi aumenta in misura maggiore quella dei truffatori. Io non lavoro in una banca tradizionale, ma capisco il problema. Alla controparte allo sportello può risultare più difficile, specialmente se è abituata a lavorare con beni reali non fungibili piuttosto che col denaro, ma penso che chiamando i carabinieri ci si possa alla fine fare del male.
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mery61 Utente semplice |
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Inviato il 01/03/2006 alle ore 10.50.14
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Buongiorno a tutti. Ho letto con interesse la Vostra discussione perch? mio marito, piccolo imprenditore, ha personalmente "vissuto" un’esperienza di questo tipo. Sapete come l’ha risolta, per principio? E’ andato al Commissariato di P.S., si ? identificato (Come aveva fatto altres? in banca) e si ? fatto accompagnare alla filiale. Vi posso assicurare che quando ? entrato "scortato" da due agenti in 2 secondi i soldi in contanti erano pronti. Della serie, a volte bisogna anche farsi rispettare e non farsi sempre trattare come dei poveri imbecilli! A proposito, il cliente di mio marito, non era un piccolo artigiano, ma una grossa ditta della zona che va a gonfie vele, quindi non c’era assolutamente il problema della non copertura. Io concordo con la teoria che con il cambio in contanti le banche vedono svanire una delle due parti di guadagno, visto che comunque l’altra la prendono da chi emette l’assegno. Saluti a tutti.
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NICKNAME Utente semplice Account bloccato |
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Inviato il 01/03/2006 alle ore 11.49.31
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Le banche, per definizione, sono società con fine di lucro. Per cui, anche se io stesso preferirei che banca per cui lavoro mi pagasse di più anzichè accumulare utili, posso capire le loro ragioni e le ho sostenute sino ad adesso (magari andrò anche avanti).
...che il debitore di tuo marito fosse una persona solvibile lo dici tu, e probabilmente lo era.
Ma io continuo (o faccio finta di continuare) a non capire un’altra cosa: per chiamare la forza pubblica ed andare in banca a farsi cambiare un assegno, bisogna come minimo prendere un appuntamento per andarci il giorno dopo. Mettiamo pure di trovare due carabinieri che sono lì ad aspettare nella caserma più vicina alla banca (che comunque, essendo la banca di un altro, sarà comunque fuori mano), e di poterceli portare subito. Minimo minimo da quando lascio il posto di lavoro a quando torno, magari attraversando Milano due volte (andata e ritorno) mi passano delle ore, se non mezza giornata. ...e chi si può permettere di abbandonare il posto di lavoro per mezza giornata consecutiva? e di fare il giro di Milano - mettiamo 20 KM con benzina e tutto = 20 Euro di sole spese vive? A questa condizione, mi dispiace, ma allo stesso prezzo ritengo che ci siano attività più produttive, più proficue ed anche più divertenti. Se poi si vive in un paesino, il problema tempo può essere parzialmente risolto, ma allora spiegatemi: quante banche ci sono in un paesino, e tutti i vs. clienti hanno il c/c in quell’altra? e se avete delle disponibilità o un fido in c/c, chi vi impedisce di versare l’assegno nella banca che avete vicino a casa o al posto di lavoro e contestualmente prelevare dei contanti? nessuno di voi vuole ammettere che in questo modo il giro di affari che ci troveremo sul conto corrente è assai più prossimo alla realtà di quello che vorreste far figurare utilizzando solo i contanti (o forse qualcuno ha detto che utilizza gli assegni e i bonifici solo perchè non li può rifiutare al cliente e per non trovarsi fuori mercato?). Insomma smettiamo di girarci in giro: quando fa comodo le banche devono essere rigorose nel condannare Fazio e quando fa comodo devono lasciar perdere sul mio tentativo di evasione fiscale? tra l’altro io andrei cauto a mettermi in mano ai carabinieri, che possono anche studiare i miei movimenti...se una volta può passare, non è normale che una persona svolga professionalmente l’attività di incassare assegni presso le banche e di farseli tramutare in contanti.... dal mio punto di vista potremmo rientrare nelle famose "operazioni sospette" e quindi la banca ha ragioni fda vendere.... occhio ragazzi! una segnalazione a UIC può mettere in croce un toro!
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mery61 Utente semplice |
Iscritto dal: 20/01/2005
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Inviato il 01/03/2006 alle ore 15.02.09
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scusa Nickname, ma quando un titolare di impresa emette regolare fattura che viene registrata sui relativi libri contabili, e incassa un assegno che per motivi suoi ha bisigno di avere in contanti e non ? vicino a casa, dimmi dove sarebbe il tentativo di "inquinare il volume d’affari". E’ semplicemnete questione di onest?. Perch? devo per forza versare l’assegno sul mio conto, quando ho il diritto di averlo cambiato, visto che ? un titolo di credito al portatore?
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