ADUSBEF
|
|
Pagina iniziale | Chi siamo | Sedi | Documenti | Rubriche | Forum
Pagina 1 di 2 | Vai alla pagina [1 2] |
Gio500 Utente semplice |
Iscritto dal: 08/07/2005
Provincia:
Messaggi inviati: 7
|
|
Inviato il 08/07/2005 alle ore 11.26.40
|
La domanda è semplice: il sindaco, quale superiore massimo del corpo di polizia municipale, può annullare multe ( anche se sono state emesse cartelle esattoriali) a fronte della dimostrazione di non avvenuta violazione dell’articolo o articoli contestati sulla multa o multe che siano? Nel contempo lo può fare anche se i tempi per il ricorso a norma di legge sono scaduti? Vi ringrazio anticipatamente per eventuali risposte.
|
Avatar424 Utente semplice |
Iscritto dal: 13/06/2005
Provincia: PV
Messaggi inviati: 178
|
|
Inviato il 08/07/2005 alle ore 11.51.17
|
Ciao Gio 500 :-)
La risposta è senz’altro negativa. Il Sindaco, anche nei Comuni dove è Autorità di P.S. non ha alcun potere di intervenire nel procedimento sanzionatorio. O meglio: la Pubblica Amministrazione, nella persona del responsabile del procedimento sanzionatorio, può, resasi conto di un vizio formale o sostanziale di un atto che possa produrne la nullità o l’annullabilità, agire in autotutela e procedere spontaneamente alla modifica e rinotifica dell’atto, ovvero procedere all’archiviazione dello stesso dandone comunicazione, nel caso del Codice della Strada, al Prefetto. Il punto è che il Sindaco non può essere il responsabile di un procedimento, in quanto capo dell’Amministrazione ma non inserito all’interno di essa nella gerarchia funzionale. Organo politico amministrativo è e resta.
E, scusami per la precisazione, ma al di là degli atteggiamenti di alcuni sindaci, un politico non è nè può essere superiore massimo o minimo della Polizia Locale o Municipale: ripeto, è esterno alle gerarchie dell’amministrazione e, quand’anche fosse il comandante di un corpo o servizio di polizia, cadidatosi ed eletto, dovrebbe optare per quale tra l’una o l’altra funzione esercitare in base alla normativa sul conflitto di interessi.
Ciao
Riccardo
|
Gio500 Utente semplice |
Iscritto dal: 08/07/2005
Provincia:
Messaggi inviati: 7
|
|
Inviato il 08/07/2005 alle ore 12.21.58
|
Ciao Riccardo, grazie innanzi tutto dell’attenzione e della risposta, che è stata molto chiara. Volevo solo chiderti una precisazione: nel mio caso sono stato multato più volte perchè transitavo in una zona con divieto di accesso ai veicoli non autorizzati e ai non residenti.Il problema è che tale zona ( si tratta di un piccolo tratto di piazza) è l’unico pezzo di strada percorribile per entrare con la macchina all’interno del mio posto di lavoro.Infatti l’ingresso carrabile è posizionato prorio sul fondo di questo tratto di piazza (che più che una piazza è una via).Ho provato più volte a contattare l’amministrazione comunale, nelle persone del responsabile dei permessi dei VV.UU. e successivamente nel responsabile dell’ufficio viabilità o mobilità( non mi ricordo l’esatta denominazione) ma questi in un primo tempo mi ha concesso dei permessi provvisori e che,poi, non mi più rinnovato: la motivazione è stata che il primo (VV.UU) non era più competente ed il secondo non poteva rilasciarmi i permessi perchè non sapeva di chi era la strada ( se privata, comunale o demaniale) Fatto stà che ad oggi io non ho un permesso scritto, e come mè i miei colleghi ; abbiamo la possibilità di 10 parcheggi all’interno della nostra azienda, ma ad oggi non abiamo nessun permesso e rischiamo quotidianamente di essere multati.Il responsabile del procedimento può ritenere valida questa motivazione per applicare il concetto di auto tutela? Scusa la prolissità, ma se può essere di aiuto a qualcuno, spero che tu mi possa rispondere positivamente.
|
Avatar424 Utente semplice |
Iscritto dal: 13/06/2005
Provincia: PV
Messaggi inviati: 178
|
|
Inviato il 08/07/2005 alle ore 14.42.25
|
Ciao Gio500 :-)
La situazione è, da quanto leggo, la seguente. La tua Azienda ha un accesso carrabile, immagino ancheregolarmente autorizzato e contrassegnato, su una strada. Non importa chi sia il proprietario di quella strada: se essa è all’interno di un centro abitato, cioè all’interno del perimetro ideale contrassegnato da quei pannelli bianchi con scritto il nome della località, l’Ente che esercita ex art. 7 del cd. Codice della Strada il potere di regolamentarvi la circolazione è il Comune. E difatti ha emesso ordinanza di limitazione della circolazione che fa anche osservare come si dimostra dalle sanzioni che ti sono state comminate. Il punto è che mentre per le sanzioni fin qui comminate non credo ci sia più nulla di fattibile, in quanto effettivamente circolavi in zona a traffico limitato ed eri sprovvisto di espressa autorizzazione, per la richiesta di autorizzazione la risposta che ti è stata data è assolutamente non fondata. Infatti, solo l’Ente che esercita il potere di regolamentazione della circolazione su una strada può autorizzare le eventuali deroghe; può limitarle numericamente, può condizionarle a particolari condizioni (ad esempio, per il ricevimento delle merci). Ma non può rispondere di non essere legittimato a disporre provvedimenti autorizzatorii. Se fosse vera la tesi cervellotica sostenuta da quel funzionario, la loro segnaletica non sarebbe legittima e conseguentemente nemmeno le sanzioni comminate in ragione di essa; il Comune non avrebbe potuto autorizzare l’apertura del passo carrabile e soprattutto non avrebbe potuto nè dovuto introitare il relativo tributo. Il meglio sarebbe che questo signore mettesse per iscritto questa sua affermazione: a quel punto sì che potresti ricorrere avverso i verbali che ti sono stati notificati, e con certezza di accoglimento della tua tesi visto che lui avrebbe dichiarato l’illegittimità delle sanzioni comminate dai suoi Operatori. E, visto che il tipo è così duro di testa, innanzi al Giudice di Pace lo citerei: a) per l’annullamento dei verbali; b) per ottenere i danni morali e materiali derivanti dalla lite cui ti ha costretto; c) affinchè rimuova la segnaletica carente di legittimazione giuridica; d) affinchè ristori i danni che il suo comportamento ha causato alla Pubblica Amministrazione.
Siccome però questo tipo di creatura da ufficio solitamente evita di mettere per iscritto qualunque cosa, a meno di non esservi costretto da una situazione che vede configurarsi come fonte di possibile pericolo per il proprio posteriore, fagli scrivere dalla tua Azienda, significandogli: a) che avete un accesso carrabile regolarmente autorizzato e preesistente all’ordinanza di limtazione alla circolazione in quel tratto di strada, e che le immotivate limitazioni al suo utilizzo configurano una grave turbativa nel godimento delle aree aziendali; b) che il PUT (Piano Urbano del Traffico), se esistente, certamente comprende tra i suoi obbiettivi la riduzione della congestione del traffico veicolare, congestione che si riduce grandemente favorendo l’eliminazione delle soste veicolari dalla sede stradale; c) che il Legislatore in epoca non sospetta (anni ’80) ha promulgato la cosiddetta Legge Tognoli che addirittura incentiva economicamente quei soggetti privati che intendono realizzare dei parcheggi interrati o comunque pertinenziali alle proprie abitazioni o unità produttive, allo scopo di ridurre la concentrazione di veicoli sulle strade; d) che la sua risposta tardiva provoca un danno materiale all’Azienda ed ai dipendenti, cosa questa dei cui danni risponderà patrimonialmente a livello personale il pubblico funzionario che senza motivata ragione ritarda nella risposta o nell’adempimento del proprio Ufficio; e) che la citata carenza di legittimazione relativa alla proprietà del suolo su cui la strada di cui trattasi è stata realizzata non ha alcun fondamento giuridico: l’art. 2 del CdS statuisce che le strade di cui all’art. 2 lettere D, E ed F del CdS sono SEMPRE comunali; f) che se dovesse risultare provata la carenza di legittimazione del Comune a regolamentare la circolazione in quel tratto di strada, la segnaletica ivi apposta unitamente ai verbali notificati fin dalla data di pubblicazione dell’ordinanza di limitazione sarebbero atti viziati da nullità insanabili; g) che stante la attuale situazione, in considerazione del danno che state subendo, è vostra intenzione richiedere al Magistrato che voglia effettuare azione ricognitiva sul possesso (è quello l’importante per il CdS, non la proprietà dei suoli) delle aree i cui costi non potranno ricadere sull’Ente pubblico, ma sul funzionario di questo che con il suo comportamento vi ha costretti alla lite.
Mi sa che vi autorizza ad entrare viaggiando affiancati, con l’autoradio a tutto volume e vi offre anche una bevanda fresca al passaggio.
Diversamente, mi sa che non vi resti altra scelta che attaccarlo per farlo uscire allo scoperto: al Magistrato non potrà opporre motivazioni fumose.
Scusami per la lunghezza del post; vero è che sono prolisso per mia natura ma è altrettanto vero che certe prese di posizione dei burosauri mi fanno imbestialire. E come facevo dal di fuori, anche dall’interno della Pubblica Amministrazione mi dò da fare ogni giorno per eliminare tali comportamenti.
Buona fortuna, e fammi sapere come va a finire.
Riccardo
|
Gio500 Utente semplice |
Iscritto dal: 08/07/2005
Provincia:
Messaggi inviati: 7
|
|
Inviato il 08/07/2005 alle ore 17.25.15
|
Grazie Riccardo, non per ripetermi, ma sei stato professionalmente esaustivo. Lunedì devo andare presso l’ufficio competente in materia ( illeciti amministrativi) per vedere se riesco a recuperare qualcosa sulle multe ( magari citando ciò che mi hai detto) che purtroppo sono una cifra ragguardevole ( ca 1400 euri, gravati già di tutte le sanzioni accessorie) che mi seccherebbe notevolmente esborsare, contestualmente al fatto che fondalmentalmente le infrazioni, che sono tutte uguali, sono state commesse nello stato di necessità (dovevo e devo per forza venire in macchina ed entrare al lavoro) altrimenti non evadibile. Dal mio punto di vista sono loro che mi hanno messo in questa condizione, aggravandomi ovviamente delle spese.Spero che il responsabile del procedimento, a fronte dell’eventuale pagamento dei verbali già iscritti a ruolo, ritiri per vizio di forma( l’infrazione è commessa per necessità e contestualmente per mancata evasione di regolare richiesta di permesso di transito) almeno quelle non ancora iscritte a ruolo. Ti preciso un’ultimo fatto: tutti i miei colleghi che hanno fatto ricorso entro i termini di legge, hanno avuto ragione di fronte al giudice di pace, che contemporaneamente ha anche richiamato il comune ad attivarsi per risolvere la questione. Conivolgerò sicuramente l’azienda nella missiva che mi consigli di scrivere,citando testualmente le tue parole, e come dici tu, sicuramente il burosauro ritirerà gli artigli per far posto ad innocue unghiette da lattante. Ti ringrazio nuovamente, e capisco perfettamente la tua prolissità , che è fatto indispensabile per la corretta esposizione dei problemi e delle soluzioni. Buon week end.
|
Pagina 1 di 2 | Vai alla pagina [1 2] |
Rispondi al messaggio
Nuova discussione
|
|
 |
|
Iscritti alla Community: 40086
|
|