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Speciale Bond Argentini: proposta ristrutturazione debito inaccettabile per il Comitato dei bond-holder ? Le reazioni delle associazioni dei consumatori
03/06/2004 - La proposta di ristrutturazione del debito, fatta dal Ministro dell?Economia Argentino, Roberto Lavagna, è ?inaccettabile?, dal momento che mancano i presupposti per una negoziazione in buona fede: questa la dichiarazione del co-presidente del comitato globale dei bond-holder dell?Argentina (Gcab), Nicola Stock, che ha aggiunto: ?Cercheremo di bloccare la ristrutturazione; Berlusconi dovrebbe sensibilizzare Bush affinché tutti i governi si facciano carico di un?azione nei confronti dell?Argentina". Stock ha spiegato che ad oggi il Gcab rappresenta i creditori del Governo argentino per circa 36 miliardi, pari a circa il 44% degli 81 miliardi di debito totale. ?Se raggiungiamo i 41 miliardi noi blocchiamo la ristrutturazione - ha dichiarato Stock - anche se in teoria sarebbe sufficiente la quota del 33%, già in mano al Comitato, per impedire il progetto che ha bisogno dell?approvazione del 66% dei creditori di Buenos Aires. Invitiamo il Governo argentino, così come gli advisor legali e finanziari, a riconsiderare di riprendere le trattative in buona fede e a impegnarsi immediatamente in un dialogo costruttivo con i creditori?, si legge in una nota del GCAB. Stock ha precisato comunque di essere sempre disponibile a riaprire le trattative in buona fede. Tuttavia, la proposta argentina di uno sconto del 75% sia sul capitale che sugli interessi maturati ?é inaccettabile - ha spiegato - e il Gcab è estremamente deluso dall?annuncio, fatto dal ministro Lavagna, della nuova proposta di ristrutturazione dei titoli argentini?. ?Rileviamo che con l? Argentina non c? è più la possibilità di parlare in buona fede - ha detto Stock - e riteniamo il paese inaffidabile nei suoi rapporti con i creditori?. Per questo motivo, ?tutti i governi devono farsi carico di un?azione di forza contro l? Argentina, sia presso il Fondo Monetario Internazionale, che presso il G7? e inoltre ?chiediamo al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di sensibilizzare il presidente degli Usa, George Bush, sull?argomento?, anche perché i creditori dell? Argentina in Italia rappresentano un importante bacino elettorale. Sono in arrivo però anche buone notizie per i risparmiatori ?colpiti? dai bond in default, in particolare è vicino un accordo per la ristrutturazione del debito di Telecom Argentina, che deve a 23 mila risparmiatori italiani circa 645 milioni di dollari. Stock ha infatti dichiarato che l?ipotesi di accordo - per la quale manca il via libera della Consob - è di una ristrutturazione del debito con rimborso di oltre il 90% del valore nominale.
HC 836 - 2004 CC
Le reazioni delle associazioni dei Consumatori
Movimento Difesa del Cittadino ?La proposta del governo argentino è ridicola? questa la dichiarazione di Antonio Longo, Presidente del Movimento Difesa del Cittadino in relazione alla proposta per il rimborso dei bond argentini fatta dal Ministro Lavagna. ?I risparmiatori italiani che hanno investito i propri risparmi, i risparmi di una vita, nei bond argentini non possono accettare un rimborso parziale del solo 25% come proposto fino ad oggi dal governo argentino. La soluzione così come è stata proposta va rifiutata. Il Movimento Difesa del Cittadino ? conclude Longo - chiede alla Task Force per l?Argentina e al Governo Italiano di continuare a cercare una strada per una soluzione migliore che dia una speranza ai risparmiatori e una concreta possibilità di risposta alle Istituzioni Argentine.?
Adiconsum Il Presidente di Adiconsum, Paolo Landi, dichiara: ?La proposta di ristrutturazione del governo argentino è inaccettabile. Alla Task Force creditori argentini chiediamo di ricercare ogni soluzione per tutelare i risparmiatori. Senza miglioramenti sostanziali delle proposte di rimborso saremo costretti ad avviare azioni giudiziarie, compresa la richiesta del sequestro dei beni. La nuova proposta di ristrutturazione del debito avanzata dal Governo argentino, peraltro non ancora ufficializzata a tutti i creditori, non risolve in alcun modo i problemi degli oltre 400.000 risparmiatori italiani che chiedono il rispetto degli impegni assunti all?atto della sottoscrizione dei titoli. I creditori hanno già ottenuto condizioni migliori sia con privati sia con enti locali (Telecom argentina, Città di Buenos Aires) e la Repubblica Argentina non può nascondere i miglioramenti che sta ottenendo, che consentirebbero un rimborso molto più alto di quello finora sempre offerto, pari al 25% del debito. Condividiamo ? ¬conclude Landi - ¬l?azione della Task Force creditori argentini, che deve sempre più coinvolgere tutti i creditori internazionali e agire anche legalmente per il rispetto dei contratti e chiediamo al sistema bancario di farsi finalmente carico delle proprie responsabilità, come evidenziato dalla sentenza di Mantova e dalla proposta di legge relativa al rimborso parziale, ma immediato, degli obbligazionisti presentata in Parlamento. Non escludiamo, qualora i rimborsi dovessero restare a livelli così limitati, di adire azioni giudiziarie comprese la richiesta del sequestro dei beni.?
Adusbef Maschio, sopra i 60 anni e sostanzialmente ignaro dell?esistenza dei titoli argentini, disposto all?investimento per il consiglio arrivato dalle banche. Questo l?identikit del risparmiatore possessore di bond argentini che si è rivolto all?Adusbef per ricevere informazioni sulle obbligazioni in default. Circa l?88,2% secondo l?associazione dei consumatori afferma di non essere stato informato sulla rischiosità dell?investimento. L?Adusbef osserva inoltre che 384 risparmiatori (37,3%) hanno investito in bond argentini l?intero risparmio di una vita. Riguardo alle possibilità di rimborso775 risparmiatori (75,3%) dichiarano la loro disponibilità all?azione civile risarcitoria; ma 254 di essi (il 24,7%) non sono disponibili a fare causa alla propria banca. ?Da questo identikit ? dichiara l?Adusbef - emerge la responsabilità delle banche italiane, che hanno cinicamente appioppato titoli argentini, tratti anche dal loro portafogli titoli, alla maggioranza di ignari risparmiatori.? L?associazione, che ha aperto ieri un ufficio anche a Buenos Aires, come il GCAB, considera ?inaccettabile? e ?da rispedire al mittente? la proposta di rimborso avanzata dal governo argentino.
Codacons Il Codacons respinge al mittente la nuova offerta di rimborso dei bond argentini avanzata da Buenos Aires, ritenendola ?un?elemosina inaccettabile e un?offesa ai risparmiatori italiani che hanno investito i risparmi di una vita e le liquidazioni in titoli argentini?. L?associazione ha deciso di avviare la seconda fase del boicottaggio dei prodotti argentini, finalizzato a far riavere agli italiani i risparmi investiti: chiederà nei prossimi giorni alle autorità competenti il sequestro presso terzi dei crediti che lo Stato argentino vanta nei confronti di importatori italiani che vendono prodotti argentini in Italia. In sostanza per l?associazione quella parte del costo di un prodotto che un venditore italiano paga all?Argentina quando acquista prodotti da immettere sul mercato italiano, deve essere sequestrata prima che il pagamento avvenga di fatto. ?Così facendo - spiega il Codacons - si indurranno gli importatori italiani a cambiare fornitori, rivolgendosi a quelli di altri paesi, e si darà un segnale forte al Governo Argentino?.
Federconsumatori Federconsumatori intanto ha assistito un risparmiatore che aveva investito in bond della Repubblica argentina e che ha ottenuto dal tribunale di Bari la restituzione, da parte del Banco di Napoli, di 26.000 euro. In questo modo Federconsumatori ricorda che ?ora, oltre alla complicata trattativa con il governo argentino, si apre una strada molto importante per i risparmiatori?. La sentenza del tribunale che ha ritenuto il credito del risparmiatore liquido, esigibile e fondato su prova scritta, potrebbe infatti fare giurisprudenza e portare ad altri rimborsi a favori di altri risparmiatori italiani, fra i 450.000 incappati nel crac della Repubblica argentina. La richiesta del risparmiatore - spiega una nota di Federconsumatori ? ?si è fondata sulla contrarietà dell?operazione alle norme imperative, che impongono l?uso di supporti documentali per l?investimento e prospetti informativi obbligatori per legge, più volte richiesti alla banca e mai forniti?. L?inadeguatezza della documentazione ha comportato la nullità del contratto.
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BRUTTE NOTIZIE, QUINDI, DALLO STATO LADRONE ARGENTINO le cui proposte sono sempre "indecenti"
MOLTO PIU? ONESTE LE SUE AZIENDE (Telecom Argentina) E LE SUE BANCHE (Banco Hipotecario, che ha già ristrutturato i suoi bond a inizio 2004, con grande soddisfazione degli investitori)
TELECOM ARGENTINA: RAGGIUNTO ACCORDO RISTRUTTURAZIONE DEBITO(AGI) - Roma, 3 giugno 2004 - Si sblocca la questione del debito di Telecom Argentina. Il gruppo di Buenos Aires ha accettato le ultime controproposte avanzate dai rappresentanti degli obbligazionisti e si attende ora soltanto il via libera delle autorità di borsa per siglare l?intesa per la ristutturazione del debito. Il rimborso, secondo quanto riferisce Nicola Stock, presidente della task force Argentina, dovrebbe superare il 90% del valore nominale dei titoli detenuti. Ai risparmiatori saranno offerte alcune opzioni. Secondo Stock, la più favorevole dovrebbe prevedere la possibilità di ottenere par bond, che consentirebbero di non avere alcuna perdita sul capitale investito e gli interessi in parte ripagati e in parte ricapitalizzati con una durata media di otto anni. In tutto, i risparmiatori italiani rimasti coinvolti nel default di Telecom Argentina sono 23.100 per un totale di 645 milioni di dollari. (AGI)
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BRUTTE NOTIZIE, QUINDI, DALLO STATO LADRONE ARGENTINO le cui proposte sono sempre "indecenti"
MOLTO PIU? ONESTE LE SUE AZIENDE (Telecom Argentina) E LE SUE BANCHE (Banco Hipotecario, che ha già ristrutturato i suoi bond a inizio 2004, con grande soddisfazione degli investitori)
TELECOM ARGENTINA: RAGGIUNTO ACCORDO RISTRUTTURAZIONE DEBITO(AGI) - Roma, 3 giugno 2004 - Si sblocca la questione del debito di Telecom Argentina. Il gruppo di Buenos Aires ha accettato le ultime controproposte avanzate dai rappresentanti degli obbligazionisti e si attende ora soltanto il via libera delle autorità di borsa per siglare l?intesa per la ristutturazione del debito. Il rimborso, secondo quanto riferisce Nicola Stock, presidente della task force Argentina, dovrebbe superare il 90% del valore nominale dei titoli detenuti. Ai risparmiatori saranno offerte alcune opzioni. Secondo Stock, la più favorevole dovrebbe prevedere la possibilità di ottenere par bond, che consentirebbero di non avere alcuna perdita sul capitale investito e gli interessi in parte ripagati e in parte ricapitalizzati con una durata media di otto anni. In tutto, i risparmiatori italiani rimasti coinvolti nel default di Telecom Argentina sono 23.100 per un totale di 645 milioni di dollari. (AGI)
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