i Luca Ciarrocca: “I PADRONI DEL MONDO”. Recensione di Elio Lannutti

Elio Lannutti – Recensione de: “I PADRONI DEL MONDO” di Luca Ciarrocca

‘Un club esclusivo di poche migliaia di persone, non elette democraticamente, decide i destini di intere popolazioni, in grado di manipolare i mercati finanziari e di imporsi sulla politica e sugli Stati”. “I PADRONI DEL MONDO – Come la cupola della Finanza Mondiale decide il destino dei Governi e delle popolazioni” (Chiarelettere,13,90 euro, 240 pagine ricco di tabelle e confronti internazionali), documentato libro di Luca Ciarrocca racconta le gesta di banchieri, agenzie di rating e banche centrali, come agiscono e quali sono i loro obiettivi di dominio, la loro cupidigia di guadagno per ridurre in schiavitù intere popolazioni del pianeta, in particolar modo del sud Europa.

Luca Ciarrocca – giornalista inviato negli Stati Uniti, fondatore e direttore di Wall Street Italia- dal suo osservatorio privilegiato nel cuore della grande mela a New York, racconta gli anni della grande crisi iniziata con lo scoppio della bolla dei sub-prime (2007),gli sconquassi e i disastri provocati dai manutengoli del potere economico e da una cricca finanziaria, come banche di affari, agenzie di rating, fondi speculativi e banchieri centrali, ai quali i governi democratici hanno delegato poteri enormi che hanno impoverito milioni di famiglie nel mondo globalizzato, distrutto milioni di posti di lavoro, messo a rischio i debiti sovrani degli Stati, che si sono dissanguati per salvare le banche in crisi dalla bancarotta.

Ciarrocca inizia il racconto da metà settembre 2008, fallimento della Lehman Brothers (la banca con gli impiegati che ammucchiavano le loro cose negli scatoloni, trasmesso sui circuiti televisivi globali) con il mondo sul ciglio dell'abisso per lo scoppio della grande crisi globale, la peggiore per intensità e durata alla grande depressione del 1929, provocata da una cupola dell' oligarchia finanziaria composta da banchieri centrali, banche di affari e agenzie di rating, che opera al di fuori di qualsiasi regola in rapporti incestuosi, che governa i destini del mondo e attenta alla sovranità degli stati e alla ricchezza delle Nazioni.

Ne parliamo ancora- scrive Ciarrocca- perché l'apocalisse potrebbe ripetersi. Negli stessi identici termini. Un altro ≪cigno nero≫ come viene definito, secondo la teoria dell'epistemologo Nassim Nicholas Taleb, un avvenimento raro e imprevedibile che sconvolge l'ordine delle cose. Quasi nulla è cambiato rispetto a quei terribili giorni. Anzi, lo scenario è peggiorato. Mancò un soffio. Per l'esattezza tre ore. All'epoca nessuno aveva strumenti per capire, tutto si svolse in modo convulso, ma oggi sappiamo. Stati Uniti, Europa, i Bric (Brasile, Russia, India, Cina), l'intero blocco delle economie evolute, da Tokyo a Londra, da New York a Singapore, fu a centottanta minuti di orologio dall'implosione. Poi tutto sarebbe scoppiato, deflagrato, lasciando solo macerie e devastazione. Come in una catastrofica terza guerra mondiale.

La grande crisi andava in scena sugli schermi di oltre 300.000 terminali Bloomberg nei cinque continenti. Gli sherpa al servizio dell'oligarchia che guida il mondo – multinazionali, banche, hedge fund, speculatori – stavano per cambiare il destino di miliardi di persone. I prezzi crollavano, il tremendo virus ≪tossico≫ di non liquidità e insolvibilità che aveva attaccato le banche mondiali stava per esplodere.

Accadde il 18 settembre 2008, l'evento che solo poche altre volte nella storia economica ebbe un simile impatto: una eccezionale fuga di capitali dai depositi di banche americane (bank run) per un totale di 5,5 trilioni di dollari. Lehman Brothers era fallita quattro giorni prima, Wall Street aveva perso -30 per cento in poche settimane, e ora l'equivalente di un terzo del Prodotto interno lordo degli Stati Uniti stava evaporando dai depositi bancari. Niente code agli sportelli, tutto elettronico. Ancora tre ore a quel ritmo di fuga di capitali, testimonio in seguito un deputato al Congresso, ≪e il capitalismo come lo conosciamo sarebbe finito≫. L'apocalisse fu evitata perchè il governo presentò la prima bozza di un piano di salvataggio delle banche. Fu sufficiente a fermare in extremis la fuga dagli sportelli. In quei giorni di settembre a Washington circolavano voci assurde, l'atmosfera in cui viveva la superpotenza sull'orlo di una Grande depressione era da stato di guerra. Alcuni deputati (tutti repubblicani) volevano la legge marziale, un provvedimento mai approvato in tempi moderni che prevede la sospensione dei diritti civili e la pena di morte. Il capitalismo crollava e lo scenario di una presa di potere da parte dei generali del Pentagono direttamente sotto il controllo della Casa bianca diventava reale. Come in un film di Hollywood.

Quella cupola finanziaria descritta dal direttore dei Wall Strett Italia, in combutta con la troika (Bce,UE, FMI) impone politiche economiche di lacrime e sangue –definite “programmi di protezione” - ai paesi non in linea con standard europei fissati nei Trattati, che rappresentano un genocidio economico premeditato per intere popolazioni ridotte alla schiavitù ed alla miseria. Quegli effetti dei diktat europei e della troika, del “Fiscal Compact” (recepito dall'Italia ma bocciato dal parlamento tedesco), del “Six-Pack” e del "Two-pack", cioè i due regolamenti approvati dal Consiglio europeo il 13 maggio 2013 con l'obiettivo di introdurre, per i paesi dell'eurozona, più coordinamento e vigilanza nel processo di formazione delle politiche fiscali nazionali, rinunciando alla sovranità nazionale, impone che ogni paese dell'eurozona debba presentare entro il 15 ottobre di ogni anno la bozza di bilancio per l'anno successivo alla Commissione e all'Eurogruppo (il coordinamento europeo che riunisce i ministri dell'Economia e delle Finanze dei paesi euro). Mentre migliaia di famiglie sono scivolate nelle fasce di povertà, l'idrovora Europea ha preteso i versamenti di 32,7 miliardi di euro all'EFSF (Fondo Salva Stati) e di 51,3 miliardi di euro al MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) con un esborso complessivo di 94 miliardi di euro, ossia 1.577 euro a cittadino italiano, per salvare alcuni Stati indebitati principalmente con le banche tedesche, in special modo le banche spagnole che utilizzando i fondi Efsf possono finanziare la scalata di Telefonica a Telecom Italia.

Nella quarta parte da pag.181, Ciarrocca propone le sue ricette per ridimensionare il potere di banche, agenzie di rating e troika, che ha imposto ai governi europei leggi di Stabilità, scritte sotto la diretta dettatura della Commissione europea, che le soppeserà con cura e le rispedirà al mittente se non conforme al Patto di Stabilità e di Crescita (costituzionalizzato nel frattempo con il Fiscal compact) ed alle raccomandazioni della Commissione, come ha confermato l'ex calciatore finlandese Olli Rehn al parlamento italiano, dettagliandone i capitoli. Quel Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes), denominato mostro di LochMes, che costa all'Italia 125,4 miliardi di euro in 5 anni, e la camicia di forza del Fiscal Compact, entrambi imposti dalle tecnocrazie europee e dalla Germania, che rappresentano in una fase di recessione e di grave e prolungata crisi economica, il suicidio politico delle nazioni per le forti restrizioni a spesa pubblica, austerità e rigore di bilancio col conseguente blocco al volano dello sviluppo.

Per superare la crisi economica globale ed il deficit di democrazia dei Governi europei, che hanno delegato a tecnocrati ed oligarchi senza scrupoli privi della necessaria legittimità, che nelle democrazie appartengono ai popoli tramite libere elezioni, definite sprezzantemente dalle élites finanziarie “populismo”, Ciarrocca propone di “aggiustare” il sistema, con alcune fattibili riforme, a cominciare dalla Glass Steegal Act (Separazione dalle banche commerciali con le banche di affari che spacciano i derivati tossici mettendo a repentaglio il sudato risparmio dei depositanti delle banche troppo grandi per fallire), per restituire dignità alla politica e sovranità ai cittadini.

Roma, 26.11.2013