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Interrogazione del Sen. Lannnutti sul ritrovamento di scritti pasoliniani

LANNUTTI - Ai Ministri dell'interno e dello sviluppo economico. -

Premesso che:

il senatore Marcello Dell'Utri, Presidente della fondazione Biblioteca di via Senato, in occasione della conferenza stampa che si è tenuta il 2 marzo 2010 a Milano per presentare la XXI mostra del libro antico, dal 12 al 14 marzo al palazzo della Permanente, ha annunciato che è stato ritrovato il capitolo mancante di "Petrolio", il romanzo incompiuto di Pier Paolo Pasolini, pubblicato postumo nel 1992. Si tratta del famoso dattiloscritto originale del romanzo, che sarebbe scomparso dallo studio di Pasolini in seguito alla sua misteriosa morte;

si tratterebbe, spiega Dell'Utri, di un capitolo mai stato stampato prima e soprattutto "inquietante", perché tratterebbe alcune importanti problematiche legate all'Eni, al suo presidente Eugenio Cefis e al fondatore Enrico Mattei;

il senatore Marcello Dell'Utri dopo avere annunciato la presentazione del capitolo ritrovato torna su quanto dichiarato: "Speravo di avere il capitolo scomparso di Petrolio per la mostra ma a questo punto non credo che faremo in tempo". Questo perché "Chi me l'ha proposto è poi sparito. Forse il clamore che ne è seguito lo ha spaventato" (Tiscali notizie, articolo del 9 marzo 2010, «Pasolini e i retroscena economici delle stragi nel capitolo rubato di "Petrolio"»);

considerato che:

in un'intervista del gennaio 1975 Pasolini aveva annunciato che stava lavorando ad un lungo romanzo, di almeno 2.000 pagine, che si sarebbe intitolato "Petrolio" dove diceva "ci sono tutti i problemi di questi venti anni della nostra vita italiana politica, amministrativa, della crisi della nostra repubblica: con il petrolio sullo sfondo come grande protagonista della divisione internazionale del lavoro, del mondo del capitale che è quello che determina poi questa crisi, le nostre sofferenze, le nostre immaturità, le nostre debolezze, e insieme le condizioni di sudditanza della nostra borghesia, del nostro presuntuoso neocapitalismo";

oggi il romanzo "Petrolio" è un brogliaccio, l'insieme di 133 "appunti", schizzi, annotazioni o "promemoria", oltre ad una lettera ad Alberto Moravia. I protagonisti principali che vivono dietro le quinte di quelle 522 pagine sono l'Eni, Enrico Mattei, il mistero della sua morte, e l'imprenditore Eugenio Cefis, nuovo presidente dell'Eni dopo la morte di Mattei;

in particolare nell'appunto in questione chiamato "Lampi sull'Eni" Pasolini ipotizzerebbe che Eugenio Cefis, ribattezzato "Troya" nel romanzo, avesse avuto un qualche ruolo nello stragismo italiano legato al petrolio e alle trame internazionali. Forse in questo contenuto è nascosto il mistero della sua sparizione. Forse nell'indagine di Pier Paolo Pasolini, che si dice avesse anche una "talpa" all'Eni, sono nascosti i motivi della sua morte;

il poeta Dario Bellezza tempo fa dava per certo che Pasolini avesse ottenuto carteggi importanti sui retroscena dell'Eni da un notabile del partito della Democrazia cristiana. Il pubblico ministero di Pavia, Vincenzo Calia, che ha indagato a lungo sulla morte di Mattei, ha detto che il poeta ebbe in visione il libro di denuncia sull'operato di Cefis, poi diventato introvabile per molti anni. Queste potrebbero essere state fonti su cui basarsi per scrivere il romanzo "Petrolio",

si chiede di sapere:

se il Governo non ritenga che, qualora corrispondesse al vero il ritrovamento del dattiloscritto scomparso, non debbano essere fornite alle autorità competenti le informazioni necessarie su come chi ne vanta il ritrovamento ne sia entrato in possesso, da chi lo abbia ricevuto e per quali fini;

se i Ministri in indirizzo non intendano, alla luce dei fatti esposti in premessa, adottare le opportune iniziative al fine di valutare se il capitolo mancante di "Petrolio" possa aggiungere dati importanti per riprendere a parlare di uno dei periodi più controversi della storia recente d'Italia e per continuare ad analizzare il ruolo della destra economica nella strategia della tensione che ha avvelenato ed insanguinato il nostro Paese, e che a giudizio dell'interrogante con tutta probabilità non si è ancora esaurita.


17/03/2010

Documento n.7813

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