Da Quotidiano Nazionale (2-10-05). ANTONVENETA.Ricucci resta ancora sospeso.Per Fiorani, Gnutti e Boni cessa l’interdizione

ANTONVENETA Ricucci resta ancora sospeso Per Fiorani, Gnutti e Boni cessa l’interdizione Roma, 2 ottobre 2005 - L’immobiliarista Stefano Ricucci (nella foto) dovrà stare almeno altri due mesi senza ricoprire incarichi societari. Lo ha deciso il giudice delle indagini preliminari Clementina Forleo accogliendo la richiesta dei pm Eugenio Fusco e Giulia Perrotti. Il giudice ha dichiarato invece cessata la sospensione dagli incarichi per l’ex amministratore di Bpi Giampiero Fiorani, per il finanziere bresciano Emilio Gnutti e per Gianfranco Boni ex direttore finanziario dello stesso istituto di credito. Secondo gli inquirenti, tra i motivi del protrarsi dell’interdizione c’è un telefonino svizzero, impossibile da intercettare, che Ricucci avrebbe dato a Giampiero Fiorani, all’epoca amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi poi Banca Popolare Italiana. Ricucci nell’interrogatorio del 19 settembre scorso aveva negato la disponibilità del cellulare elevetico fornendo ai pm un elenco di apparecchi mobili esteri tutti lussemburghesi. Secondo la posizione dei pm, fatta propria dal gip, invece il telefonino di cui disponeva Fiorani, formalmente appartenente a una società svizzera era di Ricucci. L’immobiliarista, azionista di Rcs, non avrebbe fatto chiarezza sui suoi rapporti con Fiorani, indagato insieme a lui per aggiotaggio nell’inchiesta sulla scalata ad Antonveneta. Ricucci inoltre sarebbe stato reticente sulla società off-shore Garlsson Real Estate che non apparterrebbe solo a lui. Fiorani sarebbe un socio occulto. Nel provvedimento del giudice si parla anche della bozza dell’intervento di Ricucci all’assemblea Antonveneta. La bozza fu trovata nella disponibilità di Fiorani e Ricucci affermò di averla dettata al segretario del banchiere. Quest’ultimo sentito dai pm lo stesso giorno di Ricucci avrebbe smentito: il dettato era di Fiorani. Per Gnutti, Fiorani e Boni i pm non avevano chiesto la proroga e il gip si è limitato a prenderne atto. Del resto Fiorani si era dimesso irrevocabilmente dall’incarico. Anche Boni aveva lasciato, mentre Gnutti predisponeva delle contromisure che convincevano gli inquirenti a non rinnovare la richiesta di misura. La motivazione del gip per Fiorani, Gnutti e Boni è di poche righe. Per Ricucci, al fine di spiegare il protrarsi della sospensione dagli incarichi, invece, il discorso è più lungo. Il giudice fa riferimento alle contraddizioni che sarebbero emerse tra quanto dichiarato a verbale dall’immobiliarista e quanto emerso dagli accertamenti degli inquirenti. All’azionista Rcs, indagato per aggiotaggio e altri reati, insomma, non sono bastati i passi concreti che aveva deciso di fare per evitare il prolungamento della sospensione dagli incarichi. Ricucci, infatti, aveva provveduto a nominare un direttore generale, Marco Cioni, in Magiste la sua holding, cooptandolo sia pure senza diritto di voto nel consiglio di amministrazione. Inoltre Ricucci aveva affidato alla società di revisione Deloitte e Touche il compito di predisporre il modello organizzativo adatto a prevenire la commissione di reati. Magiste infatti è indagata per violazione della legge 231, frutto di una direttiva europea, sulla responsabilità oggettiva.