CONSOB: DEPENDANCE BANCHE,IN PARTICOLARE DI UNICREDIT. VEGAS, DOPO LA SENTENZA DI CASSAZIONE CHE HA CONDANNATO ALLE SPESE LA SUCCURSALE SUBALTERNA DEI BANCHIERI, ANNULLANDO UNA SANZIONE DI 100.000 EURO PER TURBATIVA DI MERCATO ADUSBEF E SUO PRESIDENTE,REI DI AVER TUTELATO I DIRITTI DENUNCIANDO DERIVATI TOSSICI, SI DEVE DIMETTERE AD HORAS. AZIONE CIVILE PER RISARCIMENTO DEI GRAVISSIMI DANNI MORALI E MATERIALI INFERTI.

COMUNICATO STAMPA

CONSOB: DEPENDANCE BANCHE,IN PARTICOLARE DI UNICREDIT. VEGAS, DOPO LA SENTENZA DI CASSAZIONE CHE HA CONDANNATO ALLE SPESE LA SUCCURSALE SUBALTERNA DEI BANCHIERI,ANNULLANDO UNA SANZIONE DI 100.000 EURO PER TURBATIVA DI MERCATO ADUSBEF E SUO PRESIDENTE,REI DI AVER TUTELATO I DIRITTI DENUNCIANDO DERIVATI TOSSICI, SI DEVE DIMETTERE AD HORAS. AZIONE CIVILE PER RISARCIMENTO DEI GRAVISSIMI DANNI MORALI E MATERIALI.

Se ci fossero ancora stati dubbi con l'arrivo nel 2011 in Consob del presidente Giuseppe Vegas, dopo l'abrogazione degli Scenari Probabilisti invisi alle banche, perché offrono al risparmiatore le probabilità percentuali di guadagni o di perdite del suo investimento, l'abolizione dei prospetti informativi per alcune obbligazioni e l'introduzione dei bond da banco, le multe secretate alla Banca Popolare di Vicenza per non disturbare Zonin & Soci; la vendita di bond subordinati a migliaia di famiglie truffate ed espropriate, con la sentenza di Cassazione n. 9644/2016 pubblicata oggi (11.5.2016), presidente dr. Ettore Bucciante; relatore dott. Felice Manna, ogni piccolo dubbio è definitivamente caduto: la Consob è una succursale subalterna degli interessi di banche e banchieri.

Consob infatti, è una dependance di Unicredit, come si evince chiaramente anche dalla Sentenza di Cassazione, che ha annullato la multa da 100.000 euro inflitta all'Adusbef ed al suo presidente per turbativa di mercato sui derivati appioppati a piene mani alle imprese dalla banca, allora diretta da Alessandro Profumo.

Il 30 novembre 2009, dopo due anni di istruttoria, Consob aveva comminato centomila euro di sanzione per Elio Lannutti di Adusbef per manipolazione di mercato dei titoli Unicredit in merito alle valutazioni formulate nell'ottobre 2007, e riportate da un quotidiano minore sull'esposizione di Unicredit in derivati.

«Secondo i nostri calcoli- affermò Lannutti- il mark to market (contabilizzazione degli asset a prezzo di mercato) di Unicredit è negativo per 4-5 miliardi. Si tratta di uno scandalo grosso dieci volte quello di Italease».

l provvedimento sanzionatorio che aveva comminato la Consob per manipolazione del mercato, oltre a costituire una vera e propria manipolazione, rappresentava un falso, perché nel momento in cui (all'indomani della trasmissione di Milena Gabanelli Report sui derivati dal titolo: IL BANCO VINCE SEMPRE ) - Adusbef aveva denunciato Unicredit a dieci Procure della Repubblica, il valore del titolo Unicredit il giorno 16 ottobre 2007, non aveva registrato una flessione, ma un aumento dello 0,33% passando da 5.43 euro a 5.96. Nè si poteva assolutamente affermare che ci sarebbe stata manipolazione del mercato per la pubblicazione di poche righe su un giornale minore. Sanzione già annullate dalle Corti di Appello di Perugia e di Roma, che tuttavia furono impugnate dal presidente Giuseppe Vegas in Cassazione.

Ora la Consob ed il signor Profumo di Unicredit, saranno citati in sede civile per un congruo risarcimento dei danni per una evidente lesione dell'immagine di Adusbef. Ci auguriamo che i mass media, possano dare la stessa evidenza grafica e tipografica che hanno dato giornali e TV, sbattendo il mostro in prima pagina sui giornali italiani ed esteri (Paladino dei consumatori condannato) come rappresaglia, un vero e proprio linciaggio mediatico ordito da quelle consolidate cricche di potere finanziario, che avevano messo alla gogna il rappresentante a schiena dritta dei risparmiatori, reo di aver denunciato i banchieri e le colluse autorità vigilanti per aver truffato, con lo spaccio dei derivati tossici, floride imprese fatte fallire e gli stessi Stati come l'Italia, costretta a pagare alla banche di affari, di malaffare e di truffa, 23,6 miliardi di euro dal 2011 al 2015, per quei derivati contratti dal Tesoro già ai tempi di Mario Draghi, direttore generale del Tesoro, prima di essere assoldato dalla banca di affari Goldman Sachs..

La Segreteria Adusbef

Roma, 11.05.2016