MPS: SULLO STRANO SUICIDIO DI DAVID ROSSI E L'AFFRETTATA ARCHIVIAZIONE, ANCHE ADUSBEF AVEVA CHIESTO RIAPERTURA INDAGINI IN TRE ESPOSTI A PROCURE SIENA, ROMA, GENOVA. INDAGARE SU ACQUSTO ANTONVENETA

Lo scandalo finanziario con l'acquisto di Antonveneta nel novembre del 2007 travolge Mps, con una serie di operazioni spericolate che portano l'istituto senese sull'orlo del tracollo nel cosiddetto ‘Sistema Siena', una rete a maglie fitte costituita da politica, finanza, istituzioni e massoneria, che per anni ha governato la città. Banca d'Italia e Consob che dovevano controllare la regolarità delle operazioni sui derivati, poi rivelatisi disastrosi, conoscevano la reale situazione economica del Monte dei Paschi di Siena, come sapevano delle condizioni rovinose dei conti di Antonveneta, pagata poco più di 6,6 miliardi di euro dagli spagnoli del Santander e rivenduta pochi mesi dopo all'ex presidente Abi e del Mps Giuseppe Mussari ad un costo esorbitante, quasi il triplo, secondo 8 dettagliati bonifici, il primo di 9.267.652.631,96 euro ad Abn Amro Bank il 30 maggio 2008, l'ultimo il 30 aprile 2009, per un importo complessivo di 17 miliardi di euro.

“Sia Banco Santander che MPS non avevano i soldi per acquistare nel 2007 Antonveneta: entrambi dovettero così ricorrere a una serie di operazioni a rischio per finanziare un azzardo pianificato, avvenuto nell'ambito della più grossa compravendita di un istituto di credito, il controllo da parte degli spagnoli e dei loro soci del colosso olandese Abn Amro, che da circa un anno aveva in mano la maggioranza azionaria di Antonveneta”.

In tale contesto, il 6 marzo 2013 muore, cadendo dalla finestra del suo ufficio, David Rossi, capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena. La Procura di Siena apre un'inchiesta per istigazione al suicidio, archiviata un anno dopo. La moglie di David Rossi non crede alla volontarietà del gesto e sono molti i dubbi che una inchiesta di Report del novembre 2014 passa in rassegna, dalla dinamica della caduta alle forti pressioni che stava vivendo il marito, sino ai particolari della perizia legale e alle “stranezze” accadute nei minuti seguenti la morte di Rossi.

Il 27 novembre 2014, in tre esposti denunce presentate alle Procure della Repubblica di Siena, dove si era appena insediato il nuovo procuratore capo Salvatore Vitello; Genova competente sui giudici di Siena; Roma, procura capitolina che ha la potestà di indagare sullo IOR (Istituto per le Opere di Religione) e su Bankitalia, Adusbef aveva chiesto di riaprire le indagini sullo strano ‘suicidio' di David Rossi e sulle evidenti omissioni nelle indagini sul MPS. Sia un articolo pubblicato da Il Fatto Quotidiano il 21.11.2014, che l'inchiesta di Report andata in onda su Raitre il 23 novembre 2014, sostengono con indizi e prove difficilmente confutabili, che la misteriosa fine di David Rossi ,l'ex responsabile dell'area comunicazione di Mps, gettatosi dalla finestra del suo ufficio la sera del 6 marzo 2013,non si conciliano con “un evento suicidario”. La trasmissione tv Report ha proposto un ampio servizio sulla vicenda di David Rossi, l'addetto stampa del Monte dei Paschi che il 6 marzo 2013 volò da una finestra in un cortile dietro la sede centrale della banca più antica del mondo. Nel servizio sono riemersi, attraverso varie testimonianze, molti punti oscuri di quello strano “suicidio”. E ad un certo punto si vede il giornalista di report che si incammina, di notte, per una viuzza di un non meglio precisato paese della Provincia di Siena, per incontrare un “amico intimo di David Rossi che ha chiesto di rimanere anonimo”. La viuzza in questione sarebbe via San Francesco, a Chiusi. Il servizio torna a smascherare anche le menzogne di Fabrizio Viola, AD del MPS che fa finta di ritrovare il ‘mandate del derivato Alexandria' in una cassaforte, quando era già stato informato sia dal dott. Baldassarri (ex capo area finanza Mps), che interrogato in carcere, dichiara al Magistrato: ” Il collegamento economico tra l'operazione Btp 2034 e la ristrutturazione di Alexandria è stato da me illustrato al dottor Viola nel gennaio/febbraio 2012, prima della mia uscita da Monte dei Paschi avvenuta a fine febbraio. Ho avuto tre riunioni con Viola e in una di queste lui mi chieste le ragioni per cui erano stati acquistati i 3 miliardi di Bpt 2034″, che da Buonocore ed altri funzionari MPS e perfino dalla Banca d'Italia, che nel marzo e giugno 2012, richiamava Viola sulla criticità contabile determinata dal derivato “Alexandria”. Per le suesposte ragioni, Adusbef chiede all'on.le Procura della Repubblica di riaprire l'indagine alla luce degli elementi nuovi incontrovertibili, come l'orologio gettato da qualcuno dalla finestra decine di minuti dopo la caduta del corpo di David Rossi, con l'acquisizione del servizio di report e gli interrogatori di tutti i protagonisti citati nell'inchiesta, compresi i possibili testimoni non ancora ascoltati presenti a Rocca Salimbeni la sera del 6 marzo 2013per accertare la verità dei fatti anche con la finalità di verificare tutte le fandonie raccontate dall'amministratore delegato Fabrizio Viola in ordine al ritrovamento del mandate Alexandria; l'accensione di conti correnti allo Ior da parte di dirigenti del Monte dei Paschi di Siena per poter perfezionare l'acquisizione di Banca Antonveneta da Emilio Botin e le eventuali ‘commissioni' extra-legali, corrisposte per l'operazione.

Ieri la Procura di Siena ha riaperto l'indagine, frettolosamente archiviata sullo strano suicidio di David Rossi, i cui dettagli verranno illustrati in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati oggi alle 0re 16,00. Adusbef auspica che anche le Procure di Roma e Genova, riaprano il fascicolo sull'omessa vigilanza delle distratte autorità di controllo, che dettero il nulla osta all'affare Santander- Mps, annunciato l'8 novembre 2007, per scoprire – come racconta un articolo di Lettera 43 del 1 febbraio 2013 dal titolo:”Santander cedette Antonveneta a Monte Paschi prima di acquisirla”-(http://www.lettera43.it/economia/finanza/santander-cedette-antonveneta-a-monte-paschi-prima-di-acquisirla_4367582204.htm) , che nella realtà la banca spagnola non aveva ancora comprato Antonveneta e mai la comprò davvero, se non per qualche ora e senza versare nulla, non avendo mai pagato un centesimo, essendosi impegnata con Abn a cedere così alla più antica banca di Rocca Salimbeni, qualcosa che ancora non era suo.

Elio Lannutti (Adusbef)

Roma, 17.11.2015