Assoluzione - La vicenda giudiziaria nasceva da un ingiusto accertamento operato dall'Agenzia delle Entrate che aveva contestato al notaio un reddito non dichiarato palesemente stratosferico ed assolutamente irreale.

Autore: Dott. Gaspare Di Maria

La vicenda giudiziaria nasceva da un ingiusto accertamento operato dall'Agenzia delle Entrate che aveva contestato al notaio un reddito non dichiarato palesemente stratosferico ed assolutamente irreale.

Si era giunti a ciò a causa di una ingiusta presunzione prevista dalla normativa tributaria che consente all'erario, in danno di tutti i contribuenti, di conteggiare quale reddito non solo ogni entrata bancaria, ma anche ogni uscita.

In particolare, in presenza di più conti bancari, l'Agenzia delle Entrate era arrivata a moltiplicare a dismisura, ogni entrata ed uscita, nonostante spesso non si trattasse di diverse somme di denaro, ma semplici spostamenti da un conto ad un altro.

Questo senza nemmeno tenere conto del reddito già dichiarato dal notaio stesso, mostrando così il lato inquisitorio e vessatorio del fisco italiano. Fondamentale l'attività del collegio difensivo formato dall'avv. Giuseppe Scozzari (foro di Palermo) e Dal dr. Gaspare Di Maria Delegato ADUSBEF Agrigento (dottore commercialista esperto economico-finanziario), il quale ha redatto una consulenza a seguito di una imponente raccolta di atti, documenti, estratti conto, investigazioni bancarie. Non tutti gli istituti di credito hanno prestato collaborazione, circostanza valutata dal giudice favorevolmente all'imputato, ma solo a seguito l'esibizione di atti investigativi difensivi, dai quali si evinceva l'attività ostruzionistica dell'istituto bancario.

La sentenza pone fine a questa ingiustizia e restituisce al notaio la serenità che tali accuse gli avevano negato

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