Def: manovra elettorale, non affronta problemi strutturali, solo promesse aleatorie su evasione, debito pubblico, lavoro, giovani, investimenti, rinviando a calende greche,clausole Iva

pubblicato il 10/03/2017 in Comunicati stampa

 
COMUNICATO STAMPA
 
Def: manovra elettorale, non affronta problemi strutturali, solo promesse aleatorie su evasione, debito pubblico, lavoro, giovani, investimenti, rinviando a calende greche,clausole Iva
 
Mentre gli ultimi dati Istat sul potere d'acquisto delle famiglie, quel reddito reale fermo nel secondo trimestre del 2017, ma sceso dell’ 0,3% su base annua; la propensione al risparmio scende di -0,2 punti sul trimestre precedente e di -1,5 punti rispetto ai 12 mese precedenti, il minimo dal 2012, con una crescita della spesa per consumi finali maggiore rispetto al reddito; gli investimenti pubblici continuano a calare del -4,4% nel secondo trimestre 2017 su base annua; le entrate delle amministrazioni pubbliche, registrano una flessione degli 'incassi' in conto capitale,-61,4%; per i giovani si destinano 338 milioni di spiccioli per il 2018, con il Jobs Act che crea un esercito di precari, al 90% con lavoretti aleatori di poche ore spacciati per posti di lavoro, che impedisce loro di accedere a mutui e prestiti, la ‘manovrina’ elettorale alla nota di aggiornamento Def 2017, non affronta i nodi economici strutturali, rinviando tutto alle calende greche.
Gli elementi integrativi alla nota Def 2017, rinviano ancora una volta al 2020 le clausole di salvaguardia Iva per 19,2 miliardi, disattivate nel 2018 per 15,7 mld di euro, in parte nel 2019 per 11,4 mld; apposta 8,5 mld di euro di entrate aleatorie (3,5mld alla spending review, 5,1 mld di euro da lotta all’evasione) mediante le ennesime "misure allo studio che mirano a ridurre l'evasione di alcune imposte, in particolare quelle indirette"; destina la briciola di 300 milioni di euro alla innovazione e competitività; promette l’ennesima riduzione del debito pubblico, che è al contrario salito dal febbraio 2014, data insediamento ministro Padoan da 2.107 a 2.300 mld euro, con un aumento di 193 mld di euro, al ritmo di 4,7 mld euro al mese; 156 milioni al giorno; 6,52 milioni l’ora; 118.000 euro al minuto; 1.811 euro al secondo; con gravame di 95.800 euro a famiglie, 38.333 euro ad abitante, e tassa strisciante, aggiuntiva ed occulta pro-capite pari a 3.216 euro a futura memoria (dei giovani), in aggiunta alle stangate a danno delle famiglie e dei cittadini.
L’enfasi del Governo sulla soluzione della crisi è fuori luogo, dopo aver distrutto valori e conquiste dei lavoratori col ‘Jobs Act’; la scuola pubblica con la ‘Buona Scuola’; l’ambiente con lo ‘Sblocca Italia’; il sudato risparmio col “Bail-in”, accentuato disuguaglianze ed aumentato povertà ed esclusione sociale, nell’Europa edificata sulla dittatura del neoliberismo e dal sacro moloch della globalizzazione, con gli Stati sostituiti dai Trattati, la giustizia dagli arbitrati e da ideologie corrotte, con la finalità di delegare funzioni democratiche a tecnocrati ed oligarchi, banchieri e faccendieri con il dominio della finanza di carta e dei derivati tossici, sull’economia e la vita reale di uomini e donne.
 
 

10/03/2017

Documento n.10081

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