FONSAI Processo penale a Torino: in attesa che sia fissata la prima udienza del processo presso la Corte d'Appello di Torino. ADUSBEF deposita atto di appello contro il mancato riconoscimento della “provvisionale” a tutti risparmiatori parti civili costituite in primo grado.

Autore: ufficio legale Adusbef

Nonostante la sentenza dell'11 ottobre 2016 con la quale il Tribunale di Torino ha condannato Salvatore Ligresti a 6 anni di carcere e a una multa da 1 milione e 200 mila euro, la figlia Jonella a 5 anni e 8 di carcere e una multa da un milione. L'ex amministratore delegato, Fausto Marchionni, a 5 anni e tre mesi, 700 mila euro di multa. L'ex revisore della società assicuratrice Riccardo Ottaviani a 2 anni e 6 mesi, gli avvocati ADUSBEF hanno depositato atto di appello contro il mancato riconoscimento della c.d. “provvisionale” a tutti risparmiatori parti civili costituite in primo grado

In primo grado sono stati assolti invece Antonio Talarico, l'ex vicepresidente della compagnia assicurativa e Virgilio Ambrogio, revisore dei conti. I giudici hanno anche disposto che restino sotto sequestro i dieci milioni circa già sequestrati nel corso delle indagini agli imputati.

Ligresti padre e figlia sono stati condannati per manipolazione del mercato, per aver falsificato il bilancio 2010 della compagnia assicurativa, provocando un danno per gli azionisti da 250 milioni di euro. Il procedimento torinese è l'ultimo dei tre processi di primo grado dell'inchiesta Fonsai scoppiata con gli arresti della famiglia Ligresti a luglio 2013 e condotta dalla Guardia di Finanza, nucleo di polizia tributaria di Torino.

I giudici hanno condannato gli imputati, in solido con le società Fondiaria Sai (oggi Unipolsai) e la società di revisione Reconta Ernst&Young, responsabili civili per i fatti delittuosi degli imputati, a risarcire i danni subiti da tutti i risparmiatori costituti parte civile con gli avvocati ADUSBEF.

L'unica 'nota stonata' della sentenza, il mancato riconoscimento sulla richiesta di provvisionale avanzata da tutte le parti civili, che avrebbe potuto dare un immediato, seppur piccolo, ristoro dei danni subiti a tutti i risparmiatori.

Infatti la sentenza emessa dal Tribunale penale di Torino narra che la somma da risarcire ad ogni parte civile si potrà quantificare in un separato giudizio civile e solo dopo che la sentenza penale diverrà definitiva, quindi dopo la celebrazione del processo di appello e di quuello presso la Suprema Corte di Cassazione .

Ora si è in attesa della fissazione dell'udienza processo presso Corte D'Appello.

Questa associazione, pertanto, continuerà a battersi anche nei successivi gradi di giudizio e in tutte le altre sedi al fine di ottenere il giusto risarcimento per tutti i risparmiatori truffati dalle malefatte degli imputati e delle società condannate con la sentenza del Tribunale di Torino.

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