PIL: OCSE SBUGIARDA MINISTRO ECONOMIA PADOAN E INGANNEVOLE NARRAZIONE GOVERNO RENZILONI

COMUNICATO STAMPA

PIL: OCSE SBUGIARDA MINISTRO ECONOMIA PADOAN E INGANNEVOLE NARRAZIONE GOVERNO RENZILONI

L'Ocse, Organizzazione internazionale di studi economici per la cooperazione e lo sviluppo per i paesi membri sviluppati, aventi in comune un sistema di governo di tipo democratico e un'economia di mercato,

avente la finalità della risoluzione dei problemi comuni, l'identificazione di pratiche commerciali e il coordinamento delle politiche locali e internazionali dei paesi membri, con sede a Parigi e 35 paesi aderenti, assesta un duro colpo alla ingannevole, fraudolenta narrazione del Governo sull'uscita dalla crisi economica, fornendo un gran dispiacere al Ministro dell'Economaia Padoan, già vice segretario generale OCSE dal 1º giugno 2007 e capo economista dal 1º dicembre 2009.

Nel rapporto mensile Ocse relativo ai primi due trimestri del 2017, l'Italia –al di là della narrazione fraudolenta delle statistiche edulcorate dalla governativa Istat e dei mass media di Regime, in primis i cinegiornali Rai Luce ed i giornalisti embedded- il Pil del Bepaese, fatto 100 quello del 2010, resta a quota 99,1 punti, con un andamento degli ultimi sette anni, peggiore tra i paesi sviluppati, solo dopo la Grecia ed a pari merito con il Portogallo.

La media Ocse, riferita al primo trimestre, dato che per il secondo mancano i dati di alcuni paesi, è di 113,3 punti. La Grecia (con l'ultimo dato riferito al primo trimestre 2017) è a 81,6 punti mentre la Germania nel secondo trimestre segna 112,6 punti, la Francia 107,6, il Regno Unito 114 punti e gli Stati Uniti 115,2. La Spagna che ancora nel 2014 registrava una perdita di pil peggiore di quella italiana segna, nel secondo trimestre, 104,8 punti. Nel primo trimestre l'Italia ha registrato un avanzamento del pil dello 0,4% (+0,5% la media Ocse) come nel secondo trimestre, piazzandosi tra i paesi con la crescita più lenta.

Adusbef adusa ad ascoltare le frottole del Governo su Pil, crescita, occupazione, ripresa dei consumi, uscita dal tunnel della crisi e della recessione col Jobs Act,la distruzione dei diritti, ritiene il ministro Padoan, il cui smacco odierno dell'Ocse non può passare inosservato, il massimo responsabile di una narrazione fraudolenta di un sistema bancario pieno di buchi spacciato per solido dalla Banca d'Italia, come delle condizioni economiche dell'Italia, un ministro che in maniera irresponsabile, divulga fake news istituzionali, con la speranza di fare breccia nella credulità popolare.

Al Consiglio Ecofin (25 maggio 2016),sui conti pubblici, Padoan: debito Italia scenderà molto rapidamente.

«Il debito pubblico italiano si è stabilizzato, ha smesso di crescere e non potrà stare fermo per molto tempo, scenderà rapidamente». Lo ha assicurato il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, all'Ecofin a Bruxelles, confermando come il governo preveda ancora la discesa del debito già quest'anno. il governo stima che il rapporto debito/Pil scenderà dal 132,7% del 2015 al 132,4% quest'anno, per poi calare al 130,9% nel 2017, al 128% nel 2018 e al 123,8% nel 2019. http://amp.ilsole24ore.com/pagina/ADteXOP

«Continuiamo a prevedere per il 2016 l'inizio della discesa del debito e questo dipende da una diversa valutazione che noi facciamo in tema di privatizzazioni rispetto a quella delle istituzioni internazionali». A giugno 2017, dopo 40 mesi del governo Renziloni-Padoan, il debito attestato a 2.107,157 mld di euro a febbraio 2014, ha registrato una impennata record pari a 2.281,4 mld di euro, con un aumento di 174,3 miliardi ossia 4,35 mld di euro al mese; 138 milioni al giorno; 5, 748 milioni l'ora; 95.800 euro al minuto; 1.596 euro al secondo; con un gravame di 37,666 euro per ognuno dei 60 milioni di abitanti, ed una tassa occulta pro-capite di 2.551 euro, in aggiunta alle decine di stangate a danno delle famiglie e dei cittadini.

Un ministro che tenta di dispensare per positivi, dati economici ballerini sul debito ed il Pil, che si accinge a varare un Def con la probabile finalità di occultare ancora una volta la realtà economica dei fatti, forse per fini elettorali, non rende un servizio agli interessi generali del paese costituito da famiglie impoverite, consumatori taglieggiati, PMI stufe di pagare tasse elevate da un fisco vessatorio, risparmiatori truffati ed usurati dalle banche, azzerati con l'anticipo del bail-in del 22 novembre 2015, approvato in Europa all'insaputa di Bankitalia e del Governo.