BPVI: SECONDO ATTI PROCURA VERBALIZZATI DA MARIN, VISCO E BANKITALIA SAPEVANO GIA' DAL 2012 DI AZIONI BACIATE E METODI ESTORSIVI PER DIVENTARE AZIONISTI. CONFERMARE VISCO, UNA VERGOGNA !

BPVI: SECONDO ATTI PROCURA VERBALIZZATI DA MARIN, VISCO E BANKITALIA SAPEVANO GIA' DAL 2012 DI AZIONI BACIATE E METODI ESTORSIVI PER DIVENTARE AZIONISTI. CONFERMARE VISCO, UNA VERGOGNA !

Negli atti verbalizzati da Paolo Marin, ex vicedirettore di Banca Popolare di Vicenza, la Banca d'Italia era a conoscenza, già nel 2012, delle operazioni “baciate”, ossia gli acquisti obbligati di azioni illiquide della Banca Popolare di Vicenza e dei metodi estorsivi per accedere a prestiti, fidi, mutui, ma sia il Governatore Ignazio Visco che il capo della vigilanza Carmelo Barbagallo, hanno sempre detto di aver scoperto le operazioni baciate di Banca Popolare di Vicenza solo il 26 febbraio del 2015, nell'ambito dei controlli congiunti insieme alla Banca Centrale Europea, nonostante l'ispezione Consob, eseguita tra marzo 2015 e febbraio 2016, abbia confermato la deposizione di Marin, ossia che le operazioni baciate andavano avanti dal 2009 e che nella banca del prediletto Zonin lo sapevano tutti “i funzionari operativi”.

'Nel 2012 ho fornito agli ispettori ogni informazione in mio possesso, compresa una lista - che io e i miei collaboratori abbiamo a più riprese discusso con loro - dei principali soggetti affidati e del numero di azioni della banca da loro acquistate con i finanziamenti', ha detto Marin (ex responsabile della divisione crediti), che ha sottolineato come all'epoca i vigilantes di via Nazionale non formularono 'alcuna osservazione'. Interrogato dai pm il 28 aprile 2017 Marin, secondo il verbale, disse di aver 'consegnato operazioni baciate per 234 milioni agli ispettori'.

La Banca d'Italia ed il Governatore Ignazio Visco, che avevano scelto Giovanni Zonin, ex padre padrone della Banca Popolare di Vicenza, come spiccia faccende prediletto per ‘operazioni di sistema' (come risulta dalla sanzione Bankitalia appioppata alla Popolare dell'Etruria per aver rifiutato di essere acquisiti da BpVi), per sistemare per le feste 210 mila famiglie venete truffate ed espropriate, vennero informate nel 2012 delle operazioni 'baciate' effettuate da Popolare di Vicenza, prassi illegale di finanziare il proprio capitale con prestiti ai soci purché acquistino azioni, senza che Bankitalia, formulasse 'alcuna osservazione'.

Stando agli atti, ai fatti ed alle dichiarazioni pubbliche, del governatore Ignazio Visco e del capo della vigilanza Carmelo Barbagallo dopo le polemiche sulla 'distrazione' di Palazzo Koch e i rapporti incestuosi con la banca del prediletto Zonin, Bankitalia ha sempre affermato di aver saputo delle operazioni baciate solo dopo il 26 febbraio 2015, quando a Vicenza gli ispettori della Bce scoprono che un miliardo del capitale è sottoscritto con prestiti della banca,con relativo buco di un miliardo, fino ad allora sfuggiti a Bankitalia.

Nel Paese alla rovescia, ai primi posti per corruzione, tra gli ultimi per libertà di informazione governato da mediocri senza coraggio, che ha perso etica, morale e senso dell'onore, bisogna impedire che collusi vigilanti e noti bancarottieri vengano premiati, al contrario di capaci ed onesti, puniti, umiliati e perseguitati, per evitare di calpestare ancora una volta i diritti e la legalità attenuando lo stato di sfiducia, dei cittadini, risparmiatori ed utenti già espropriati, vessati e taglieggiati.

Adusbef, che da decenni continua a denunciare le malefatte dei banchieri amici e compari di Bankitalia, che non pagano mai il conto per i dissesti procurati e per il sudato risparmio bruciato quantificato in 110 mld di euro, nei crac delle banche venete, di Mps, Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e Cariferrara, ritenendo scandalosa la ‘fiducia incondizionata' del presidente del Consiglio al Governatore di Bankitalia Visco, indagato per ultimo dalla Procura di Roma, che dovrà fare luce sui metodi ispettivi che hanno prodotto almeno 350.000 vittime, private dei risparmi di intere vite di lavoro, appronterà un articolato dossier al Capo del Governo ed al Presidente della Repubblica Mattarella, per tentare di evitare oltre al danno, la beffa di un governatore rinnovato, che oltre a non aver vigilato sul sistema bancario pieno di buchi spacciato per solido, ha offeso come ‘analfabeti funzionali milioni di famiglie' colpevoli di essersi fidate delle istituzioni, è il principale responsabile del risparmio tradito.