UBI BANCA: SUL GRAVISSIMO SCANDALO FAMILY BAZOLI (INTESA) E BANCHIERI SOCI DI BANKITALIA, INDAGA L'ANTIMAFIA PER SOSPETTE ATTIVITA' DI RICICLAGGIO, ALL'INSAPUTA GOVERNATORE VISCO E UIF, INUTILI ENTITA' DA CHIUDERE,CON CONGRUA RICHIESTA RISARCITORIA INGENTI DANNI INFLITTI AI RISPARMIATORI

UBI BANCA: SUL GRAVISSIMO SCANDALO FAMILY BAZOLI (INTESA) E BANCHIERI SOCI DI BANKITALIA, INDAGA L'ANTIMAFIA PER SOSPETTE ATTIVITA' DI RICICLAGGIO, ALL'INSAPUTA DEL GOVERNATORE VISCO E DELL'UIF, INUTILI ENTITA' DA CHIUDERE .

La solidissima inchiesta della Procura di Bergamo sulla Family di Giovanni Bazoli, denunciata da Adusbef a partire dal 2012 e dai piccoli azionisti Ubi di Giorgio Jannone, circa 50.000 pagine di documenti e riscontri inoppugnabili, con un interessante capitolo da pag.31.892 a pag. 31.901, dal titolo: 'Giovanni Bazoli, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa San Paolo, controlla e governa il Gruppo Ubi Banca dalla sua costituzione nell'interesse della lobby economica che a lui fa riferimento, depauperando il Gruppo Ubi ed i suoi azionisti soci', che la GDF voleva arrestare nel dicembre 2015 per la 'spiccata indole delinquenziale', uno spaccato di criminalità bancaria, avallata col concorso dei distratti controllori, Bankitalia in primis, si arricchisce di nuovi capitoli.

Il procuratore aggiunto della Dda, Direzione Distrettuale Antimafia di Brescia Sandro Raimondi, che ha disposto le perquisizioni del 30 maggio 2017, sullo stralcio dell' inchiesta riguardante Ubi Banca , ha delegato i militari ad acquisire documenti nelle sedi e negli uffici di alcune filiali di Ubi, tra Brescia, Milano e Bergamo, in piazza Vittorio Veneto 8. Mauro Senati, 50 anni, di Milano, è uno degli indagati nel nuovo filone iscritto nel registro a modello 21 assieme Carlo Peroni, 56 anni, di Gussago (Bs), nella sua qualità di responsabile dell' Antiriciclaggio di Ubi.

Nel decreto allegato di perquisizione, si sono verificati, «in materia di 'antiriciclaggio' sistematici episodi di omissione di segnalazioni per operazioni sospette». In taluni casi, sarebbe «stato imposto a funzionari dell' area 'Anti money Laundering' di Ubi, da personale gerarchicamente superiore, di non procedere negli opportuni approfondimenti di fatti che avrebbero dovuto essere oggetto di segnalazione di operazioni sospette nei confronti dei membri della governance della stessa banca». In alcuni casi «le segnalazioni di operazioni sospette sono state manipolate, nel contenuto, ad opera dei responsabili dell' articolazione antiriciclaggio, i quali avrebbero eliminato i riferimenti relativi a soggetti in posizione apicale della banca». In un caso, secondo chi indaga, sarebbe stata «compiuta un' operazione di manipolazione del sistema informatico di supporto per le segnalazioni di operazioni sospette denominato Gianos, volto a eliminare una 'nota estesa' nella quale figurava l' annotazione 'da segnalare' con un' altra di tenore opposto (...), a seguito di indebite pressioni esercitate su un valutatore di primo livello da figure apicali». Scrive il procuratore aggiunto Raimondi che «in taluni casi, le condotte sopra descritte potrebbero avere, anche indirettamente, consentito, ovvero agevolato, operazioni economico-finanziarie illecite e/o riciclaggio di capitali di provenienza delittuosa». Sono 40 le operazioni su cui la Dda sta cercando riscontri. Tra queste alcune riguardano l' esponente dell' Udc Luca Volontè; Pietro Gussalli Beretta, dell' omonima holding bresciana delle armi; Franco Polotti, ex presidente del Consiglio di gestione di Ubi; Gian Luigi Gola, ex del Consiglio di sorveglianza di Ubi; la Saras Trading S. A. e la Saras spa, due società del gruppo Moratti.

Il governatore di Bankitalia Visco, che a 18 mesi dall'introduzione del bail-in in Italia avvenuto a sua insaputa, a 20 mesi dalla Risoluzione delle 4 Banche del Centro Italia, oltre ad accusare i risparmiatori azzerati di analfabetismo funzionale,(forse agli interessi sporchi dei banchieri che hanno venduto per sicuri, prodotti finanziari ad altissimo rischio ?), e che produce video educational affermando 'che non è mai troppo tardi', forse per un loro ravvedimento operoso, a precise domande dei parlamentari delle commissioni finanze di Camera e Senato il 14 giugno u.s. sulla gestione fraudolenta di Ubi Banca, ha risposto il che 'lo legge sui giornali', è consapevole della gravità dell'inchiesta dell'Antimafia sul riciclaggio internazionali all'interno degli sportelli bancari ? Ed è conscio che, se la vigilanza di Bankitalia non è riuscita ad evitare crac e dissesti bancari addossati a 350.000 famiglie negli ultimi 18 mesi, ed il fiore all'occhiello Uif, non vede, o fa finta di non vedere l'evidente attività di riciclaggio in Ubi Banca (forse in tanti altri sportelli bancari), scoperto dall'Antimafia, si rende superflua la tenuta in vita di costosi carrozzoni, ottimi solo per retribuire 7.000 dipendenti, molti dei quali fanno concorrenza, con stipendi fino a 20.000 euro al mese, a gli operatori turistici, nelle visite guidate di Palazzo Koch ?