Visco: un governatore tronfio, che dopo aver spacciato per solido un sistema bancario pieno di buchi, come indicato anche dal FMI, deve essere destituito e chiamato a rispondere in solido del suo operato e dell'intero direttorio, per aver distrutto risparmi, frutto di sudore, lacrime e sacrifici di intere vite di lavoro.

Nella lunga intervista pubblicata domenica 11 giugno sul Corriere della Sera, il Governatore di Bankitalia Ignazio VISCO, che ha continuato a difendere la Vigilanza, perché a suo dire, 'ha lavorato con il massimo impegno utilizzando tutti gli strumenti a disposizione', oltre a continuare ad addossare agli incolpevoli risparmiatori- privi di cultura finanziaria- la responsabilità di aver acquistato prodotti tossici, affermando che, 'un elemento cruciale ha a che fare con percezione e capacità di tutti i risparmiatori di fare scelte finanziarie equilibrate e complesse con consapevolezza', ha perso l'ultima occasione per fare pubblica ammenda per i propri evidenti errori, con richiesta di pubbliche scuse, analoghe a quelle che porgono Istituzioni serie, quando sbagliano.
Visco non spiega perché la vigilanza non ha segnalato in tempo i crac bancari di MPS, Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti, CariFerrara, Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza dello spiccia faccende Zonin, addirittura designato ad acquisire Banca Etruria, né lo strano commissariamento di Bene Banca Vacienna coi conti in ordine, diversamente dalle altre decotte o in decozione, con la nomina dei soliti fiduciari in qualità di commissari, in gravissimo conflitto di interesse la cui missione era anche di fornire liquidità alle esauste casse della BPVI.
Ma i punti più spassosi dell'intervista di Visco, riguardano l'allarme del FMI, che nell'ottobre 2012 pubblica un rapporto preoccupato sullo stato di salute delle banche italiane, giudicate solide dalla narrazione congiunta col MEF, 'ma da qui a dire -dice il Governatore- che il sistema italiano già nel 2012 era in difficoltà tremenda ce ne corre. Infatti il programma di valutazione del sistema finanziario (FSAP) condotto dal Fondo nel 2013, un'analisi approfondita da me incoraggiata consentendo anche l'accesso a dati individuali sotto garanzie di rispetto del segreto d'ufficio, non giunse certo a una tale conclusione. Anzi a marzo 2013 arriva la dichiarazione della missione del Fmi che afferma che il sistema bancario era straordinariamente “resilient” — qualcosa più che resistente — alla luce della gravissima crisi dell'economia. Lo era per la sua capacità di aumentare il capitale e i cuscinetti di patrimonio, disse l'Fmi allora. Certo, poi avvertiva anche che ci sarebbero stati problemi se le condizioni economiche si fossero aggravate ancora'; e l'approvazione del bail-in, esproprio criminale del risparmio, avvenuto senza alcun contrasto ufficiale noto, anche per mettere in guardia i risparmiatori da tali gravissimi rischi.
Mentre Adusbef metteva in guardia a fine 2012 ed inizio 2013, coi suoi comunicati giudicati 'allarmistici' sul modello Cipro, ossia l'esproprio criminale del risparmio col bail-in, Visco racconta tranquillamente che:'la discussione abbiamo iniziato a farla molto in fretta nel Comitato economico e finanziario, una costola dell'Ecofin a Bruxelles, nella primavera del 2013.... Ci voleva gradualità nell'introdurre le norme, che poi sarebbero state estese per giungere al bail-in, che potenzialmente arriva a coinvolgere nelle perdite anche gli obbligazionisti senior e i depositanti oltre i 100 mila euro. La proposta della Commissione sul Meccanismo unico di risoluzione, basato sulla BRRD, prevedeva il 2018 come data per l'entrata in vigore del bail-in. La data fu poi anticipata al 2016 nella riunione del Consiglio Ecofin di dicembre 2013... La terza cosa che scrivemmo era che al fine di coinvolgere i risparmiatori nelle perdite in caso di dissesto le banche avrebbero dovuto emettere nuovi strumenti appositamente identificati, in altri termini abbiamo sempre sostenuto il bail-in per via contrattuale e sempre respinto il bail-in per via legale e applicato in modo retroattivo. Ma nella fretta della discussione o nella difficoltà di arrivare a un accordo sull'unione bancaria, questi tre punti non sono passati'.
Un governatore tronfio, che dopo aver spergiurato anche nella odierna intervista, sulla solidità del sistema bancario pieno di buchi, come indicato anche dal FMI ma spacciato per solido, che oltre ad autoassolversi, continua a non ammettere le responsabilità evidenti di Bankitalia nelle crisi e nei crac bancari addossati ad almeno 350.000 risparmiatori, che scarica alcune colpe sul governo per il bail-in, rifugiandosi nel segreto d'ufficio, dovrebbe essere destituito con effetto immediato e chiamato a rispondere in solido del suo operato e dell'intero direttorio per aver distrutto risparmi, frutto di sudore, lacrime e sacrifici di intere vite di lavoro.